Ti faranno del male, di Andrea Ferrari

E’ un romanzo cupo e disturbante questo Ti faranno del male, firmato da Andrea Ferrari per Leucotea. Cupo per i toni utilizzati dall’autore, per quel continuo senso di oprressione che attanaglia il lettore senza lasciarlo libero di respirare. Disturbante perchè si parla di disordine mentale e a farlo è lo stesso protagonista, in prima persona.


Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, insieme ad un compagno che conduce una vita parallela alla sua. Condividono un tetto ma è come se vivessero soli. Anche perchè le difficoltà di rapportarsi col prossimo di Andrea sono evidenti.

La sua vita è incentrata sul sesso (pensato, idealizzato, raramente compiuto). Andrea cerca di sopravvivere al lavoro e alla sua condizione (di cui è lucidamente consapevole). Salta da un ospedale psichiatrico all’altro, da una casa protetta all’altra, sempre con  l’ambizione di trovare una fidanzata.

Fino a quando poi una donna che lo affianca (più o meno) riesce a trovarla davvero. Solo che si tratta di un personaggio estremo, dichiaratamente antisemita. Insomma finisce per trovarsi in una situazione che, lungi dal regalargli serenità, finisce per esasperarlo ulteriormente. Nulla nella vita del protagonista riesce a rasserenarlo, dargli sicurezza, gioia, voglia di accelerare. Nemmeno la pubblicazione del suo primo libro, che rimane sullo sfondo, quasi dimenticato.

Ferrari è lucido nel dare voce al suo personaggio, arzigogolando i monologhi e le riflessioni, il pensiero sul quotidiano, sul futuro. Tutto sempre e comunque con un tono di sconfitta annunciata, di cupa rassegnazione. Non c’è mai uno spiraglio di rinascita, di ripartenza. Uno spicchio di sole che lasci pensare ad un futuro libero da ansie. In fondo si tratta di sopravvivere giorno per giorno raggiungendo ogni volta la tappa successiva. Non c’è spazio per la salvezza. Di chiunque sia la colpa, della società o del protagonista stesso, la speranza non è forse nemmeno contemplata.

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