Finchè morte non ci separi, di Andrea Castaldi

Per la prima volta arrivano in formato cartaceo le prime due avventure dell’ispettore Alessandro Scarlatti, nato dalla penna di Andrea Castaldi. Il merito è di Buendia Books, che ha voluto recuperare e riunire in Finchè morte non ci separi due storie inizialmente autopubblicate solo in ebook da Castaldi.


Il titolo del volume è drammaticamente significativo perchè chiama in ballo in maniera diretta e traumatica il tema della violenza in famiglia, tra le mura domestiche. In entrambi i racconti le vittime sono due donne, due mogli, e gli indiziati sono i due mariti.

Ne “La sposa” (che nella prima versione era “La scelta”) una donna viene trovata senza vita nella sua vasca da bagno. Indossa l’abito del suo matrimonio. Tutto lascia pensare ad un suicidio ma forse c’è qualcosa che si nasconde dietro le apparenze. Scarlatti, che è molto vicino ai protagonisti della vicenda, si trova ad indagare e scoprirà che “dietro” si nasconde ben altro…
Una vicenda durissima, che ci riporta a momenti storici che ricordiamo bene e dei quali abbiamo scoperto atrocità inimmaginabili e che pensavamo appartenere ad un passato che non si sarebbe mai più riproposto.

Ne “Il bosco” (che ha mantenuto il titolo originale) abbiamo invece una donna scomparsa. I genitori sono convinti che il di lei marito sappia più di quello che dice, Scarlatti vuole vederci chiaro.
Al centro della vicenda un bosco che diventa più del semplice luogo del delitto, si trasforma in un terribile luogo da fiaba nera, un bosco delle favole pieno di streghe reali e terribili, mostri moderni e attuali decisamente più letali di quelli delle favole.

Entrambe le storie sono più vicine al noir che a semplici gialli. Scarlatti è un uomo con un passato non detto, doloroso, da dimenticare. Cerca di ricostruirsi una vita ma il suo lavoro continua imperterrito a rituffarlo nell’incubo e venirne fuori sembra impossibile. Un uomo maledetto destinato a scavare nel marcio per risolvere casi che comunque non daranno soddisfazione a chi è sopravvissuto.

Castaldi racconta con cinismo e mestiere le sue storie, coinvolge il lettore trascinandolo sempre più a fondo nell’incubo del momento, segue passo dopo passo l’eroe e con lui prova a indagare, ipotizzare, interrogare, scoprire, dedurre. Poi però capita qualcosa che rimescola le carte, arriva l’intuizione che è propria solo dei grandi indagatori (letterari) e permette di superare l’ostacolo che sembrava insormontabile, di spazzare il velo che oscurava una soluzione all’apparenza valida ma che non convince il protagonista.

Tornando all’inizio del discorso è decisamente apprezzabile l’aver riunito in un unico volume due racconti trovando un tema comune e terribilmente attuale. La violenza all’interno delle mura domestiche, non solo quella estrema come in questo caso, è argomento su cui non è accettabile abbassare la guardia.

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