Tienilo acceso, di Vera Ghemo e Bruno Mastroianni

Da un paio d’anni sto tenendo corsi sull’utilizzo consapevole dei social network anche nelle scuole. L’ho fatto con studenti di scuola superiore e da quest’anno mi è capitato di farlo anche per i genitori di una scuola elementare di Torino. Ovviamente si tratta di due pubblici completamente diversi, sotto ogni punto di vista.

Poi il buon Vittorio Pasteris mi segnala Tienilo acceso, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni, Longanesi, ed ecco che ci ritrovo tutto quello di cui abbiamo parlato quest’anno con i genitori dei bambini delle elementari.


Il punto fondamentale (ce ne sono diversi ma questo mi interessa particolarmente) è che come sempre non è lo strumento a rappresentare il male, ma l’uso che se ne fa che può essere positivo o negativo. Una vecchia storia, diventata famosa ai tempi di Nobel e dell’invenzione della dinamite.

Nel libro di Gheno e Mastroianni si chiarisce questo punto e se ne analizzano molti altri. Per esempio si cerca di spiegare agli adulti (e anche questo è un punto fondamentale che cerco di far capire nei miei corsi) che lo smartphone non è per i nostri figli un modo per isolarsi, ma per aumentare le proprie connessioni. Spiego meglio: se ad una pizza di classe la marmaglia studentesca sembra persa nei propri telefoni e non nell’interazione col vicino di pizza non è perchè siano asociali, è che la loro socialità è più ampia della nostra e comprende anche gli amici che non sono fisicamente presenti in quella sala piena di pizze e confusione.

Si parla ovviamente anche di tanto altro nel volume in questione, si fanno esempi social, si approfondisce la questione dell’odio online (che è assolutamente fondamentale), del riconoscimento di sè. Si cerca di capire come affrontare le notizie, come capire cosa è vero e cosa è falso (non è un lavoro improbo, state tranquilli), si consiglia come scrivere sui social, come rispondere, quale social scegliere per la propria personalità/socialità/attività.

Insomma un sacco di cosine interessanti che è bene conoscere per vivere al meglio la vita dei social network e di conseguenza la vita fuori dai social network, visto che ormai le due cose sono totalmente parte di una stessa vita: la nostra.

Oh, il tutto può essere semplicemente riassunto dal titolo, dove il riferimento non è evidentemente al celulare ma viene chiaramente specificato nella tagline: “Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”. Se questo però è il riassunto ultrasintetico i dettagli su come farlo li trovate nel libro, che mi sento di consigliarvi senza fallo.

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