La strategia del coniglio, di Maurizio Blini

Rieccoli qui Maurizio Vivaldi e Alessandro Meucci, i “non eroi” nati dalla penna di Maurizio Blini. Questa volta, ne La strategia del coniglio, Fratelli Frilli Editori, devono vedersela con un caso davvero misterioso, un caso in cui tutto sembra evidente ma non ci sono prove che possano nemmeno aprire l’inchiesta.


A dire la verità entrambi se ne starebbero tranquillamente per i fatti loro, se non venissero tirati quasi a forza nella vicenda. Vivaldi è addirittura impegnato in un trasloco da Asti a Torino, quindi in tutt’altre faccende affaccendato, quando alla sua porta si presenta un quartetto curiosamente assistito con una storia folle.

In paese vive tale Antonio Fregapane, tipo solitario di cui nessuno sa nulla. Schivo,burbero, vive solo. Non ha mai creato problemi, lavora e paga regolarmente le tasse. Solo che una ripresa fatta con un drone ha mostrato quattro ragazzine che giocano nel suo cortile e allora…

Da qui parte la vicenda. Il curioso quartetto (un assessore comunale, un burocrate locale, il nuovo comandante dei carabinieri e un suo sottoposto) sono convinti che le quattro ragazzine siano state rapite. Solo che non ci sono prove, non ci sono scomparse recenti in zona, non c’è nulla di nulla.

Vivaldi (e poi Meucci) si trovano gioco forza ad indagare su un caso che non ha alcun appiglio e nessun indizio valido. L’unico motivo per cui ci si buttano dentro è una sottile sensazione che qualcosa non torni e la folle idea che se davvero le cose stanno come pensano i quattro, allora ci sono quattro bambine in grave pericolo… e non è una cosa su cui si può far finta di nulla.

Il punto incredibile del nuovo romanzo di Blini (oltre alla splendida copertina) è che alla seconda pagina sappiamo sostanzialmente già tutto. Non è quindi un giallo quello che stiamo affrontando, ma un noir vero, forse addirittura più tendente al thriller. Soprattutto, ed è l’unica cosa che conta, è un grande romanzo, teso, tosto, pieno di riflessioni su temi duri, che lasciano scivolare un brivido gelido lungo la schiena se solo ci si ferma un secondo a rifelttere.

L’innocenza dei più piccoli, la loro fragilità, perfino la loro adattabilità alle situazioni più estreme. E ancora la follia di un uomo solo, che cerca di fare il meglio possibile con gli strumenti che la sua mente gli mette a disposizione. E poi le riflessioni di un poliziotto (ma anche quelle di un carabiniere) scottato dalla vita e dal suo lavoro, che si lancia in un impresa folle per senso di giustizia, muovendosi fuori da ogni regola. Ma che prima di farlo deve scardinare la corazza che la vita gli ha chiuso intorno, indurendogli il cuore per difenderlo dai soprusi, dalle ingiustizie e dalle sconfitte.

Mi fermo qui. Trovate la mia intervista con Maurizio Blini su Quotidiano Piemontese.

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