L’ombra di Rol, di Enzo Orlando

Con due romanzi all’attivo Enzo Orlando è già riuscito a ritagliarsi uno spazio ben definito grazie alle caratteristiche delle sue storie. Se con Il diario Lombroso e il killer dei musei la vicenda ruotava intorno ai misteri che circondavano l’antropologo, ecco che con L’ombra di Rol, Bonfirraro Editore, il filo conduttore diventa l’affascinante figura dell’affascinante sensitivo.


Ovviamente quanto scritto sopra semplifica decisamente la faccenda tuttavia è innegabile che le avventure del commissario Moretti abbiano alcune caratteristiche precise. Siamo a Torino, ci sono degli omicidi (altrimenti che giallo sarebbe) e le indagini si muovono tra cronaca e mistero. A tutto questo dobbiamo aggiungere un terzo aspetto fondamentale: il tuffo nel passato con il recupero di avvenimenti storici ben precisi. Torniamo a L’ombra di Rol.

Proprio durante Portici di carta, un apprezzato libraio viene ucciso nella sua abitazione, che si trova nel palazzo in via Silvio pellico dove aveva abitato Adolfo Gustavo Rol. La considerazione non è casuale, perchè il commissario Moretti scoprirà che l’eredità (morale, fisica, psicologica ed anche un po’ magica) di Rol ha in questa vicenda una grande parte. Ad aiutarlo i suoi due giovani agenti, Simone, scettico, e Claudia, che è invece esperta di faccende misteriose, magiche e quant’altro.

Parallelamente Orlando ci porta nel 1861, nel pieno della lotta al brigantaggio da parte dell’esercito piemontese, impegnato nel sud Italia. Anche qui abbiamo un delitto e anche qui c’è qualcuno che indaga. Come sono legate le due vicende? Naturalmente non ve lo dico.

Orlando è abile ad intrecciare le storie, a guidare il lettore sulle piste che lui decide, portandolo avanti e indietro nello spazio e nel tempo e rivelandogli solo quello che vuole egli sappia. Sono varie le storie personali che vengono costruite, che si incrociano, che trovano sfogo e incastro l’una nell’altra. Fino alla soluzione finale, che l’autore ama rivelarci nel più classico stile del giallo.

A guidare tutto questo la presenza imponente, seppur eterea, di Adolfo Gustavo Rol, personaggio molto amato a Torino e non solo del quale, nel caso non sapeste nulla, vi invito ad approfondire vita, opere e miracoli anche solo leggendo la relativa pagina wikipedia.

Trovate qui la mia intervista con Enzo Orlando su Quotidiano Piemontese.

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