nevica ancora su via baxilio, di Pier Emilio Castoldi

Torna Pier Emilio Castoldi con la suq crew di investigatori (quasi) improvvisati. In nevica ancora su via baxilio, Fratelli Frilli Editori, il giornalista Dante Ferrero si trova a seguire quello che per tutti è un suicidio ma che a lui lascia dubbi, al quale si somma un evidente omicidio. E siccome siamo a Tortona e non nel Bronx allora forse qualcosa sotto c’è davvero.


In via Baxilio l’inquilino del quarto piano viene trovato senza vita sul selciato, in quel palazzo abitano amici di Ferrero, che quindi scopre l’accaduto prima di tutti e non è per nulla convinto dell’ipotesi del suicidio. Anche perchè pochi giorni dopo un uomo viene trovato senza vita, legato in una cascina poco lontano e due morti del genere a Tortona significano qualcosa in più di un caso.

Ferrero indaga, si scambia informazioni con Lodetti dei carabinieri e finisce inevitabilmente per coinvolgere (di nuovo) la fidanzata Mercedes e l’amico Gaeta, ricreando quella crew che già aveva aiutato l’Arma a risolvere alcuni casi precedenti.

Ne verrà fuori un caso decisamente intricato, dove nulla è quello che sembra e i collegamenti tra i protagonisti e tra le situazioni si fanno sempre più stretti e inscindibili. Non mancheranno sorprese continue fino alla rocambolesca soluzione del giallo.

Il tutto è raccontato con la prosa elegante e coinvolgente di Castoldi, che tratteggia dei personaggi estremmamente definiti e con caratteristiche precise. Il rapporto tra Dante e Gaeta è clamoroso, gli scambi di battute nei dialoghi tra i due sono irresistibili ed estremamente divertenti. Si prendono in giro continuamente, anche in maniera pesante, ma è evidente il rapporto di totale rispetto ed amicizia.

Allo stesso modo c’è rispetto tra Ferrero e Lodetti, che lo ascolta come raramente capita in in noir, dove di solito l’eroe non ufficiale deve vedersela anche “contro” le forze dell’ordine che indagano sul caso. Qui c’è invece un sorprendente clima di collaborazione che non disturba ma lascia speranze e buoni pensieri.

E poi naturalmente c’è l’intreccio, che è complesso, ben sviluppato, intricato il giusto. E tra i cui meandri Castoldi ci guida con maestria rivelandoci tramite le intuizioni del suo protagonista solo quello che è il caso il lettore venga a sapere. Un pochino per volta, giusto per stuzzicare la curiosità…

Il tutto sotto la leggera neve di un inverno nell’alessandrino, freddo, gelido, bianco. Una neve che non purifica ma piuttosto copre il marcio… o almeno ci prova e probabilmente ci riuscirebbe anche non ci fosse Dante Ferrero ad indagare.

Trovate qui la mia intervista con Pier Emilio Castoldi su Quotidiano Piemontese.

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