L’odore del mare e la calibro 9, di Adriana Dimasi

E’ un buon romanzo con alla base un concetto chiaro L’odore del mare e la calibro 9, Europa Edizioni, che Adriana Dimasi ha sviluppato costruendoci intorno un’avventura che sta tra il thriller noir e il road movie. Il concetto chiaro che tiene in piedi tutto è la denuncia delle violenza sulle donne con un caso eclatante che permette all’autrice di allargarsi su altri temi.


Sole ha subito per anni le angherie del marito, un mafioso che usa con lei gli stessi modi violenti e prepotenti che utilizza per i suoi loschi traffici. Arrivata al fondo della sua sopportazione la giovane donna ruba da casa un borsone pieno di soldi (ma pieno, pieno) e fugge col primo aereo da Roma con l’intenzione di far perdere a tutti le proprie tracce. Non ha un piano. Finirà in un (mica tanto) sperduto paesino degli Stati Uniti, dove ha tutte le migliori intenzioni di ricostruirsi una vita.

Non sarà per nulla facile. Sole sa bene che il marito andrà a cercarla anche in capo al mondo. Un po’ per l’orgoglio, un po’ per i soldi, di certo non per amore. A darle una mano torverà un gruppo di motociclisti molto americani, che si riveleranno essere qualcosa in più di semplici appassionati delle due ruote.

Parte così un’avventura dura, tesa, dove non mancano violenza e tensione. L’autrice insiste sui concetti fondamentali e punta molto sulla protagonista, rivelandoci i suoi pensieri, i suoi mille dubbi. E’ una donna non sicura, che non ha per nulla chiara la sua forza (la scoprirà passo dopo passo). Ha trovato un momento di coraggio ma poi va in crisi (più volte, continuamente) e in questo mi pare di poter ritrovare il pensiero di molte donne vittime di violenza, anche in situazioni meno romanzesche di questa. La paura di non farcela, i dubbi, l’idea di buttare tutto e ricominciare. La protagonista però troverà aiuti esterni e in sè la forza di ripartire.

Occhio però che il romanzo è anche un vero action book, con tanto movimento, tanta azione e intrighi che si intrecciano e sono da risolvere. Insomma c’è da divertirsi, oltre che da riflettere parecchio.

Qui di seguito trovate la mia intervista con Adriana Dimasi all’ultimo Salone del Libro di Torino.

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