La fine dell’ora legale, di Claudia Cassio

Un parco in un paese alla periferia di Torino è il palcoscenico su cui si muovono i protagonisti di La fine dell’ora legale, interessante romanzo d’esordio di Claudia Cassio, Tripla E Edizioni.

Dopo una vita di lavoro il custode del parco, Tommaso, va in pensione, ma il suo sostituto, il giovane Nico, al suo primo giorno di lavoro lo richiama subito in gioco perchè trova un cadavere su una panchina e non sa che pesci pigliare. Parte da qui la vicenda che ci regalerà una serie indimenticabile di personaggi.


Tommaso, scorbutico, innamorato a suo modo della sua fedele Teresa, ha sconfitto un cancro, riesce a leggere i sentimenti delle persone che incontra nel parco ogni giorno. Nico è il suo opposto, del nuovo lavoro non gliene importa nulla, sembre disinteressato a tutto. Scopriremo che è in fuga dalla ‘ndrangheta, che gli ha ammazzato la famiglia. Poi ci sono Teresa, sua sorella Manuela, i loro figli. E ancora la variegata fauna che anima il parco, fatta di prostitute, piccoli spacciatori, papponi, una anziana coppia di omosessuali… e ancora abbiamo un cadavere con un ago nel braccio (ma forse non è morto per overdose), un commissario di polizia, un barbone e mille altri piccoli gioielli di umanità che l’autrice ci racconta nel loro quotidiano.

Sembra davvero di assistere ad una piece dove il parco è il palco e tutti si muovo in un balletto perfettamente orchestrato per dar vita ad una vicenda che in realtà pare essere davvero una scusa per raccontarci l’umanità variegata di una cittadina di perfieria.

Claudia Cassio gioca abilmente con la narrazione, costruisce bene il suo intreccio, ci rivela pian piano dettagli che vanno a incastrarsi. E non mi riferisco al giallo da risolvere, che pure è presente, ma alle piccole storie, di cui scopriamo i risvolti un passo alla volta, con calma e coinvolgimento.

Il tutto mentra l’ora legale sta per esaurirsi ed il passaggio all’ora solare segnerà un momento di cambiamento importante per tutti i protagonisti. Il tempo a scandire i momenti fondamentali della vita degli uomini. Simboli che diventano punti di (ri)partenza. Ed un finale che è di una dolcezza davvero sorprendente.

La mia intervista su Quotidiano Piemontese con Claudia Cassio.

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