Le 9 porte della casa rossa, di Giovanni Casalegno

Immaginate di entrare in una casa misteriosa, di attraversare, una dopo l’altra, le 9 porte delle stanze che la compongono… e poi di ritrovarvi di nuovo al punto di partenza. E’ questo l’assunto di base del nuovo lavoro di Giovanni Casalegno per EtroMirroR Edizioni, che porta appunto il titolo di Le 9 porte della casa rossa.


Come per il precedente progetto di Casalegno di cui vi avevo dato conto si tratta di un’opera che unisce racconto e arte. Nel libro ci sono infatti alcune opere di Marko Beslac e Itzel Cosentino, che non hanno l’obiettivo di illustrare la vicenda ma ne fanno integralmente parte, ne sono una sezione indissolubile, la compenetrano, la masticano e consentono al lettore (che diventa spettatore e visitatore) di entrare a più livelli nel racconto e (volendo) accompagnare il protagonista all’interno della casa rossa.

E veniamo quindi alla casa rossa, luogo che vive sul filo tra realtà e sogno (ma attenzione che il sogno è sempre pronto a trasformarsi in incubo) e punteggia la vita del protagonista. Quando finalmente riesce ad entrare (ma come è entrato? quando? sarà in realtà sempre stato lì?) si trova ad attraversare le nove porte (e ovviamente non è un numero come un altro) che la  compongono. Il suo è un viaggio nello splendore, al punto che quando arriva alla nona porta e si ritrova di nuovo di fronte alla prima non ha grossi problemi a decidere di ricominciare il viaggio da capo.

Solo che questa volta il sogno si è trasformato in incubo e il racconto esprime toni horror senza mezzi termini. Ci troviamo in un mondo che sta tra Lovecraft e Poe (ma tocca anche molti altri miti letterari) nel quale il protagonista (vittima? Caronte fallimentare per il lettore? creatore esso stesso del mondo che attraversa?) piomba come in un vortice senza fondo, continuando a cadere in orrori sempre più oscuri, peraltro consapevole (ma impotente a cambiare il suo destino) che ogni porta lo guiderà verso un orrore maggiore.

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