Amen di Giorgio Polo

Si chiama Amen il nuovo libro di Giorgio Polo e non può non colpire già dalla copertina che ritrae un bambino completamente tautato, con i capelli alla mohicana, il volto ingrugnito, su campo bianco. Se poi vi dico che questo è uno dei personaggi della vicenda ecco che il romanzo, Edizioni Effetto, diventa subito di grande fascino (almeno per il vostro blogger preferito).


Diciamolo subito: Amen è una potente dichiarazione contro tutte le guerre! Esplicitata sul finale, mi sembra tuttavia chiara già nel corso del racconto. E’ senza dubbio questo il messaggio che l’autore vuole lasciarci. Per farlo erò utilizza un curioso racconto distopico con protagonisti quattro bambini di 7 anni dalle capacità straordinarie.

Abbiamo Serenity, coltissima in un mondo che ha abbandonato ogni aspirazione di cutura, Gengys, un guerriero abilissimo che ama ascoltare Mozart, Fatima, lavoratrice instancabile, e Steve, depositario di conoscenze tecniche e scientifiche ben oltre la media degli scienziati adulti. I quattro si incontrano il primo giorno di scuola e diventano inevitabilmente amici.

Intorno a loro c’è un mondo che sta rapidamente crollando. Siamo in un futuro prossimo e distopico (ma quanto distopico, visti i tanti riferimenti alla società reale attuale?) in cui un gruppo mondiale di personaggi di potere sta sostituendo i governi delle nazioni. L’obiettivo è controllare tutta la popolazione mondiale, dimezzarla per rendere sostenibili le risorse e modificare la struttura sociale dell’intero pianeta. Un gruppo di resistenti, guidati dal misterioso hacker Pink Opalino cercherà di salavare la libertà dei popoli. Non male, no?

Che ruolo hanno in tutto questo i quattro bambini? Lo scoprirete solo leggendo. Quello che invece mi preme raccontarvi qui è il mondo che Giorgio Polo riesce a creare come base del suo racconto. Non lo troverete molto diverso da quello in cui stiamo vivendo in questi anni. L’autore cambia nomi e riferimenti ma non è difficile trovare protagonisti della storia recente del mondo e se avete la mente lucida vi accorgerete che l’evoluzione immaginata da chi scrive non è completamente campata in aria. Certo è esagerata per dar vita alla vicenda del romanzo ma il monito è chiaro: attenzione alla strada che abbiamo intrapreso!

Se invece volete godervi un’avventura avvincente senza lasciare spazio alla riflessione, credo che possiate farlo comunque. Amen è coinvolgente, ben strutturato, i quattro protagonisti sono indimenticabili e l’amicizia tra di loro più forte di qualunque difficoltà. Si scappa, si combatte, ci si muove tra splendide musiche, terribili personaggi, reality show senza pietà, smartphone controllati e organizzazioni extra governative che vogliono guidare il mondo. Insomma c’è da divertirsi tra avventura e grosse manciate di ironia.

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