Il secolo breve di Abramo, di Luigi Stancati

La Neos Edizioni ha da tempo inserito nel suo catalogo alcuni libri che narrano storie di famiglia, piccole (o grandi) vicende personali che incrociano i grandi eventi della Storia e finiscono per darne una loro interpretazione, o comunque una visione personale. E’ una scelta che mi pare intelligente e interessante e rientra a pieno titolo in questa categoria Il secolo breve di Abramo, di Luigi Stancati.

Stancati prova a raccontare la propria saga familiare unendo ricordi, racconti, immagini e ne viene fuori un bell’affresco del secolo scorso che attraversa guerre mondiali, migrazioni, ricostruzioni, boom economico.


Protagonista principale del racconto è Abramo, il padre dell’autore, che porta un nome impegnativo al quale Stancati figlio non manca di fare riferimento (non solo nel titolo). In realtà si parte ancora da prima, con i genitori di Abramo, ed è un lungo viaggio che ci porta nel sud Italia, in Germania, in Africa e ovviamente molto a Torino e in Piemonte, dove l’autore ha vissuto con i genitori e le sorelle.

Pare di capire che la famiglia Stancati sia stata fin dall’inizio della saga colta e comunque benestante. Anche i racconti di guerra non sono storie di povertà assoluta. Ma quel che conta nel discorso generale del libro è avere un interessante punto di vista sulla storia europea, sulle scelte dei politici, sulle vicende mondiali. Il punto di vista è, di volta in volta, quello di un bambino di dieci anni, di un nonno che racconta, di un genitore che cerca di ammorbidire i racconti. La Storia del mondo raccontata dopo essere stata vista con occhi comuni e non con quelli degli storici è una cosa che mi affascina e quella del ‘900 a maggior ragione assume valore da questo punto di vista.

Stancati cerca di dare un filo logico al racconto e lo fa più o meno tenendo la linea temporale come base. Inevitabilmente però i ricordi si accavallano e si michiano, portandoci avanti e indietro nel tempo, come è giusto che sia. E allora i capitoli raccontano momenti storici ma anche personaggi. Il padre, la madre, gli zii, i nonni, perchè sono le persone che fanno la storia.

Curioso e simpatico, infine, il finale con i titoli di coda modello film, che raccontano che fine hanno fatto i vari personaggi che abbiamo incontrato nel corso della vicenda.

Trovate  qui la mia intervista con Luigi Stancati.

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