A che ora passa il treno per la guarigione? di Noria Nalli

Noria Nalli la conosciamo, fa tante cose belle, ha la sclerosi multipla e da tempo racconta al mondo la sua malattia e il mondo che circonda il malato. Non per farsi commiserare ma per dare una mano a suo modo (magari anche per “darsi” una mano, certo), infondere coraggio, passione, speranza, voglia di farcela e in tanti casi anche per denunciare le cose (parecchie, purtroppo) che non funzionano nella società attuale che un malato si trova ad affrontare.


Breve preambolo per presentavi A che ora passa il treno per la guarigione?, la raccolta di racconti che Noria Nalli ha appena dato alle stampe. Un insieme di immagini, pennellate, sensazioni. Un diario di quarantena che torna attuale in questi mesi ma che nasce in realtà da lontano.

I racconti qui raccolti sono infatti i Ritratti di corsia che l’autrice aveva pubblicato su La Stampa dal 2011 al 2013. Ora sono diventati un libro e leggerli tutti insieme fa una bella impressione davvero.

Più che racconti si tratta di fotogafie. Immagini scattate all’interno dell’ospedale durante uno dei lunghi periodi di ricovero che Noria ha dovuto affrontare per la sua malattia. Un ricovero che diventa quarantena e ci riporta di colpo ai giorni nostri.

Non sono però mai pezzi di cronaca. Non si racconta la malattia di quel ricoverato o il decoso medico di quell’altro. L’autrice si lascia coinvolgere dalle immagini che il suo occhio cattura, dalle persone che vivono (o anche solo sfiorano) il reparto e le trasforma in principi, maghi, eroi, sognatori, amanti…

Ne vengono fuori una miriade di piccole immagini, di pennellate leggere quasi sempre poetiche, capaci di cogliere con pochi tratti un cuore, un’anima, un volto. Sono piccole perle che aiutano a crescere, a sognare, a crederci, a lasciarsi travolgere dalla poesia e dalla magia, proprio nel luogo in cui meno in assoluto ci si aspetterebbe di trovare questi protagonisti.

L’invito è a lasciarsi trasportare per mano da Noria in questo viaggio, a chiudere gli occhi, a godersi il percorso… senza mai dimenticare chi scrive e cosa sta effettivamente raccontando.

Se volete approfondire ho intervistato Noria Nalli su Quotidiano Piemontese.

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