I fiori oscuri del lago, di Graziella Costanzo

Torna Sara Audisio, la “Miss Marple di Borgo Vanchiglia”, nata dalla penna di Graziella Costanzo. La nuova avventura si intitola I fiori oscuri del lago, Neos Edizioni, ed in effetti la nostra eroina affronta un piccolo viaggio che la porta nel nord del Piemonte, tra Ossola, lago Maggiore e lago d’Orta.


Il legame tra la torinese Sara e la nuova avventua fuori porta è la cognata Ornella, psicologa che ha avuto tra i suoi pazienti una donna che è stata trovata morta nel lago d’Orta… ma non è annegata da sola. Gigliola, questo il nome della vittima, ha due sorelle e una madre che non la sopportano e non lo hanno mai nascosto. Una brutta vicenda 16 anni prima ha fatto saltare il suo matrimonio e distrutto la sua vita.

Ad indagare è il commissario Barbagallo, che passo dopo passo scoperchierà un vaso di Pandora fatto di segreti, tradimenti, bugie. Le tranquille cittadine che si affacciano sui laghi nascondono insomma ben più di un segreto. Ornella darà una mano al commissario e Sara (e naturalmente il suo bassotto) entreranno in gioco nei momenti decisivi.

Il racconto parte come un noir, si svolge come un giallo vero ed ha momenti thriller mica da ridere. Insomma la vicenda funziona eccome ed il bravo lettore arriverà alla soluzione solo qualche istante prima dei protagonisti, godendo quindi del poter anticipare cosa è realmente successo (e sarà una sorpresa notevole).

Quello che però merita attenzione nel romanzo (oserei dire nel personaggio creato da) di Graziella Costanzo è a mio avviso il clima che aleggia. Ci muoviamo in provincia e in superficie quello che vediamo è un mondo pacato, lento, a tratti potenzialmente noioso, che peò nasconde sotto la superficie il marcio tipico di tante storie di provincia.

E cosa vogliamo dire di Sara Audisio? Il soprannome di “Miss Marple di Borgo Vanchiglia” non è solo un modo per sfruttare la vicinaza di genere della protagonista con il personaggio di Agatha Christie, è poprio che Sara Audisio ha una pacatezza e un modo di fare che ricorda da vicino l’eroina british. Non ha fretta, vive la sua vita, si dedica al suo bassotto… poi però al momento giusto, quando scatta la molla, ecco che si trasforma in un ghepardo e colpisce centrando la soluzione in poche mosse, perfino (se necessario) con l’azione e il movimento.

Se volete approfondire oltre questa è l’intervista con l’autrice su Quotidiano Piemontese.

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An Awesem design by Orman