Dieci e venticinque, di Alberto Giovannini Luca

Se conoscete la storia d’Italia o anche solo se il 2 agosto 1980 avevate più di cinque anni è probabile che il titolo del nuovo lavoro di Alberto Giovannini Luca, Dieci e venticinque, Neos Edzioni, vi dica qualcosa. Il sottotitolo invece, “Il ragazzo che amava il rock e scriveva poesie d’amore”, ci porta diretti nel cuore del racconto.


Fausto è un ragazzo di vent’anni che vive a Ottone, in Val Trebbia, proprio lì dove si incontrano Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria. Siamo sul finire degli anni ’70, quello è il regno del liscio ma lui ama il rock. E ama stare con i suoi amici e ama la sua Mariolina. Insomma ama un sacco di cose e vive la vita semplice della provincia, con un latente sogno di riscatto e di futuro.

La prosa con cui l’autore ci accompagna in questo viaggio è scoppiettante, viva, piena di ironia e divertimento (assolutamente fantastico il capitolo sulla partita di pallone). Ci mostra un’Italia che non c’è più, ma sogni che ancora resistono. E’ un vero tuffo in quegli anni, dei quali ritroviamo tutto, dalle musiche ai film, agli eventi di cronaca.

E Giovannini ci viene in soccorso introducendo ogni capitolo con un brano di un libro, di un film, di una canzone, di un articolo di giornale. E’ una scelta non casuale ed estremamente significativa. Ogni introduzione è strettamente legata a quello che viene raccontato nel  capitolo, ad un pezzetto di storia del protagonista.

Viviamo spezzoni di vita, tra dubbi, successi, sogni, scoperte. La vita di un giovane di quegli anni, che ha sogni e un futuro da costuire.

Poi arriviamo al penultimo capitolo e all’improvviso capiamo con una frustata dove andrà a parare tutta la vicenda. C’è una data, il 2 agosto 1980, un orario, le 10.25, e una stazione: quella di Bologna. Se volete approfondire ho intervistato Alberto Giovannini Luca.

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