Luca, Rod e Mila nel Regno di Corona, di Carlotta Amerio

Quando mi trovo a recensire un libro per bambini (capita) lo leggo o lo faccio leggere anche ai miei figli e così ho fatto anche con Luca, Rod e Mila nel Regno di Corona, di Carlotta Amerio. Lo abbiamo letto in una botta sola, si sono entusiasmati ed hanno apprezzato tutti i riferimenti al mondo attuale, sorridendo dove c’era da sorridere. Vuol dire che la favola funziona ed è l’unica cosa che conta. E devo dire che si sono anche gustati le splendide illustrazioni di Federico Salemi.


Carlotta Amerio inventa una favola assolutamente attuale provando a spiegare ai più piccoli come affrontare l’emergenza coronavirus e lo fa nel modo più classico possibile: utilizzando un drago!

Il libro è stato pubblicato a fine marzo 2020, mentre eravamo in pieno lockdown, e proprio da lì parte l’avventura. I tre amici protagonisti sono bloccati nelle loro case, non possono incontarsi, non possono andare a scuola, non possono andare al parco. Però, tra una suonata sul balcone e uno sguardo al telegiornale, possono sognare ed incontarsi nei loro sogni.

Lo fanno in un mondo fantastico, in cui un drago con la corona viene allontanato dagli altri abitanti perchè ha un virus che si trasmette con la vicinanza e tutti quelli che incontra cominciano a tossire e sternutire. I bimbi gli spiegheranno che deve lavarsi spesso le zampe, deve usare una mascherina e per un po’ dovrà stare lontano dai suoi amici. Lo aiuteranno però anche a raggiungere il mago Cadabra, nella speranza che lui possa creare un antidoto/vaccino per guarire tutti.

Insomma siamo di fronte ad una fiaba davvero classica, dove personaggi magici e fantastici si trovano ad affrontare le stesse difficoltà dei piccoli lettori e col loro esempio insegnano ai più piccoli come uscirne. Una fiaba specifica però, con un tema assolutamente attuale e centrale nella vita dei nosti figli. Se volete un parere, consigliatissimo da leggere nelle scuole materne e elementari. Fateci un pensierino. Per approfondie trovate qui la mia intervista con Carlotta Amerio.

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