Mai visto il mare, di Lucia Berardi

E’ uno splendido romanzo di formazione che parte dalle colline dell’Alta Langa questo Mai visto il mare, Baima e Ronchetti, potente romanzo d’esordio di Lucia Berardi.

La famiglia Zanò decide di prendere con sè una “venturina”, una bambina senza famiglia, da crescere con il dichiarato obiettivo di avere un aiuto nella gestione degli animali e della cascina. Siamo negli anni ’50, nelle Langhe, non è una situazione inusuale. Il giovane Vincenzo però considerà Mara sua sorella a tutti gli effetti e come tale la tratta, a differneza dei genitori.


Da qui parte una vicenda che seguià Vincenzo e Mara nelle loro vite per i decenni successivi. Il primo lascerà la campagna per girare il mondo in nave, fino a diventare pittore nella Parigi della seconda metà del secolo. La seconda dovrà invece lottare con il marchio che si porta appresso. Avrà un figlio giovanissima (per di più affetto da labio-palatoschisi) e finirà a lavorare in fabbrica a Torino, proprio negli anni in cui il femminismo e la lotta operia si faranno strada a gan voce nel capoluogo piemontese. Tra Vincenzo e Mara però un filo indissolubile continua ad esistere.

Come accennato in partenza, questo è un vero e proprio romanzo di formazione, con i due protagonisti che crescono, imparano, sbagliano, attaversano alcuni dei momenti più importanti della storia di quegli anni. L’autrice è abile a portarci avanti e indietro nel tempo senza farci perdere il filo del discorso, sbocconcellando pian piano quello che è il segreto nascosto nel romanzo, che quando ci viene rivelato non arriva come un colpo a sorpresa, ma come la normale evoluzione della vicenda.

Il romanzo è assolutamente coinvolgente e tocca molti temi legati al periodo. Dalla lotta operaia al femminismo, dal contrasto tra il mondo rurale e quello cittadino (che a Torino è ormai sinonimo di fabbrica) alla scolarizzazione, dalla nuova società nascente, fino alla malattia mentale e alla disabilità.

Tutto viene però naturalmente integrato nel racconto, in una vicenda che è in fondo una storia d’amore, anche se a distanza, anche se spesso solo accennata.

L’insieme è assolutamente da godere lasciandosi travolgere dai temi più vicini alle proprie sensazioni ed emozioni del momento. Se volete approfondire trovate qui la mia intervista con Lucia Berardi.

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