Angel down, di Therry Romano

La letteratura mondiale ci ha regalato infinite pagine (spesso memorabili) che raccontano discese agli inferi per salvare qualcuno (solitamente il grande amore) imprigionato. La discesa e la risalita sono imprese ardue ma quando si meritano un racconto letterario è perchè generalmente riescono. Con Angel down invece Therry Romano rimescola un po’ le carte.


La discesa agli inferi infatti non c’è, c’è solo la risalita. Il libro si apre infatti già nella terra dei morti dove Syn è prigioniera da diversi secoli e più volte ha tentato la fuga. Da sola. Altra differenza. Non c’è un eroe che venga a salvarla, è lei stessa che, per l’ennesima volta, prova a fuggire e questa volta ovviamente ci riesce.

Fondamentale è l’aiuto della sua stessa carceriera, una demone succube che fuggirà con lei lasciando l’inferno per sempre.

Vi ho raccontato tutto questo perchè si tratta solo dell’incipit del romanzo, che poi prosegue con la scoperta di ruoli, pesonaggi, eventi e significati. Chi è Syn? Come è finita all’inferno? Qual è il suo ruolo e quale sarà il suo compito in futuro?

La incontriamo come un misterioso punto luminoso nel buio degli inferi. Sembra sapere tutto, dominare i suoi stessi carcerieri e poter decidere del suo destino. Scopriremo che in realtà non sà nulla, è una vittima con un destino importante.

Angel down è comunque, avventura e fuga a parte, un racconto più o meno (più meno che più) classico di lotta tra bene e male. Angeli e Demoni si scontrano per l’equilibrio del mondo. Solo (e qui sta il centro della faccenda) che i ruoli non sono definiti e immutabili. Il bene e il male non sono due mondi che non si toccano mai. Tutt’altro. Si incrociano, si mischiano, si scambiano di posto, rendendo il destino del mondo ancora più incerto.

Gli angeli e i demoni di Therry Romano sono estremamente umani, pieni di dubbi e debolezze, sono simulacri degli uomini stessi. E del resto la stessa Syn, la cui luce è nascosta nel fondo dell’inferno in maniera così profonda che lo stesso Lucifer non sa della sua presenza, potrebbe essere vista come l’animo umano stesso, nascosto e oppresso dalle difficoltà di ogni uomo.

Se volete approfondire potete leggere la mia intervista con Therry Romano su Quotidiano Piemontese.

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