Sotto mentite spoglie – Tutto sotto

Ci sono raccolte di racconti che (vuoi per l’abilità del curatore, vuoi per la qualità degli autori) riescono particolarmente bene. E’ il caso di Sotto mentite spoglie, Neos Edizioni, curata da Ernesto Chiabotto, che mette insieme 19 autori per 19 racconti ambientati in Piemonte.


Il tema è l’inganno, il  mistero, il nascosto, che portano gli autori a spaziare dal giallo al noir, dal thriller all’horror, dal fantastico al distopico. E mi pare che proprio la sorprendente varietà dei temi proposti sia la forza di questa raccolta. Temi e stili molti diversi riuniti in un mix ben assortito di autori conosciuti e nuove scoperte molto interessanti (che converrà tenere d’occhio).

Abbiamo il classico giallo, come nel caso del racconto di Giorgio Vitari che ci propone una nuova avventura del suo Rotari. Abbiamo misteri che arrivano da un passato lontano, come nei racconti di Silvia Cornaglia e Simone Siviero. Poi particolari serial killer (Valerio Bracco) e soluzioni soprannaturali, come nel racconto dello stesso Chiabotto. Inevitabilmente (siamo in Piemonte) storie di masche, è il caso di Enrica Bonansea. E con particolare piacere vi segnalo anche l’ardente eccitazione del racconto di Giulia Barbara Formica e la divertente (e molto significativa) distopia di Elena Bramardi. E ancora intrighi, cospirazioni e tanto altro. Vi ho segnalato quelli che più mi sono rimasti impressi ma vi assicuro che nessuno dei diciannove racconti è fuori posto.

I racconti sono di Marco Amedeo, Daniele Baron, Maria Cinzia Bianchin, Erica Bonansea, Valerio Bracco, Elena Bramardi, Paolo Campana, Ernesto Chiabotto, Silvia Cornaglia, Graziella Costanzo, Ottavio Davini, Giulia Barbara Formica, Massimiliano Liberatori, Giuseppe Milano, Fiorenza Pistocchi, Mauro Poma, Marco Salomone, Simone Siviero e Giorgio Vitari.

Segnalo ancora che si tratta del secondo volume della serie Tutto sotto, dedicata proprio ai racconti che esplorano il lato oscuro della narrativa. Se volete approfondire ulteriormente trovate qui la mia intervista con Ernesto Chiabotto.

Uh… dimenticavo! E’ incredibilmente significativa anche la copertina realizzata con uno scatto di Massimo Colucci che riprende il murales Homo omini lupus, Rems 182, che si trova al Parco Michelotti di Torino.

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