Sparta ovunque, sette racconti ambientati nell’universo di Via da Sparta

Negli ultimi dieci anni ho recensito più di 400 libri, solo su Quotidiano Piemontese ho intervistato più di 150 autori, eppure il mondo della letteratura italiana mi riserva ancora tante sorprese. Capita così che leggendo Sparta ovunque, Edizioni Tabula Fati, scopro addirittura un genere di cui ignoravo l’esistenza. O meglio, il genere lo conoscevo e negli anni ho anche letto diverse cose, tuttavia non sapevo avesse un nome specifico: ucronia!

Per gli ignoranti (“nel senso che ignorano” – cit.) come il sottoscritto vado a spiegare che l’ucronia è un genere letterario in cui le vicende sono ambientate in un mondo che ha avuto un’evoluzione storica e geografica diversa da quella che conosciamo. Un evento storico (reale) ha avuto una conclusione diversa da quella effettivamente accaduta e questo ha interrotto l’evoluzione storica che conosciamo per portare ad una completamente diversa. E’ più chiaro forse se entriamo nello specifico.

Via da Sparta è una trilogia di Carlo Menzinger di Preussenthal ambientata ai giorni nostri. Sono però “giorni nostri” diversi da quelli che conosciamo. Nel suo mondo infatti Sparta ha sconfitto Tebe a Leuttra nel 371 a.C. e da quel momento ha cominciato ad espandersi fino a conquistare mezzo mondo. Nel mondo di oggi creato da Menziger quindi Sparta domina tutto l’occidente, mentre il Giappone (che ha conquistato la Cina) è il suo rivale a oriente. L’evoluzione scientifica è stata minima, quella culturale nulla (ovviamente, dopo la conquista di Atene). Si vive nudi, gli uomini combattono, le donne gestiscono le attività commerciali delle città, che sono per lo più sotto terra. E vi così con tante differenze in un mondo pefettamente strutturato, con la sua religione, la moneta, le leggi, le unità di misura…

In Sparta ovunque però facciamo un ulteriore passo avanti, perchè si tratta di una raccolta di racconti che sette autori (Massimo Acciai Baggiani, Donato Altomare, Sergio Calamandrei, Linda Lercari, Paolo Ninzatti, Pierfrancesco Prosperi e lo stesso Carlo Menzinger di Preussenthal) ambientano nel mondo di cui abbiamo fin qui parlato. Siamo in epoche storiche diverse che occupano tutti i 2000 anni di storia (parallela), rivelando (immaginando) quindi eventi che nella trilogia originaria non sono narrati.

Poca guerra (come ci si potrebbe aspettare) nei sette racconti in questione. E invece parecchie donne e parecchi luoghi diversi. Ci ritroviamo ad Alessandria d’Egitto, in Asia, nel nord dell’Italia (che si chiama Vitellia), nell’Europa del nord. Ci imbattiamo in donne che cercano di salvare quel briciolo di cultura nascosta, in vichinghi che ingannano gli spartani, in altre donne che diventano guida di eserciti in combutta con entità aliene o divine, grandi condottieri che infrangono le leggi per salvare i propri figli.

Sono racconti molto diversi tra loro, tutti affascinanti e completi, capaci di coinvolgere e solleticare la curiosità del lettore che non conosca Via da Sparta e la sua complessità strutturale. Un mondo senz’altro da approfondire.

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