Diciotto sculture per Torino – Di arte in arte

La collana antologica dedicata all’arte di Neos Edizioni sta diventando una bella e affascinante abitudine, capace di colpire il lettore, stuzzicare con buoni racconti e far scoprire angoli di arte non sempre noti (anche a chi ci vive accanto). Così Franca Rizzi Martini ha curato Diciotto sculture per Torino – di arte in arte.


Chi conosce Neos ha già capito di che si tratta. Diciotto sculture che fanno bella mostra di sè nelle strade di Torino hanno ispirato diciotto racconti di diciotto autori. Il risultato è un variegato ventaglio di narrazioni che prendono spunto dalle opere in questione per inventae, spiegare, emozionare.

C’è chi, tra gli autori, ha dato voce alla statua, facendola parlare, chi le ha dato addirittura un’anima, creandole intorno un’avventura, chi invece ha ambientato una vicenda nelle vie che la circondano, chi l’ha usata solo come spunto per raccontare altro. Nessuno però se ne è distaccato a tal punto da renderla comprimaria.

La varietà delle vicende è notevole, così come (ovviamente) quella degli stili utilizzati, che rispecchiano i loro autori. Così capita che lccuni racconti li amerete, altri vi colpiranno meno. Nessuno però, ve lo grantisco, vi lascerà indifferente.

Come ormai d’abitudine all fine di ogni racconto c’è anche un scheda dell’opera che ha ispirato quella narrazione (curata direttamente da Franca Rizzi Martini), con tanto di foto. E sono certo che anche per i torinesi approfondire alcune delle pere in cui magari si imbattono ogni giorno sarà una gradita sorpresa.

Gli autori dei raconti sono Simonetta Bernasconi, Bruna Bertolo, Luca Bollero, Haider Bucar, Alessandro Gea, Renato Graziano, Paolo Magrini Montabone, Michela Marocco, Marco Minelli, Maria Montano, Eva Monti, Bruna Parodi, Aida Pironti, Giovanna Radaelli, Franca Rizzi Martini, Caterina Schiavon, Maria Vallinotto, Valentina Veratrini. Introdotti da un notevole intervento di Edoardo Di Mauro, direttore del MAU.

Se volete approfondire, su Quotidiano Piemonte trovate la mia intervista con la curatrice.

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