Il pianoforte nella neve, di Guido Airoldi

Un gruppo di ragazzi che hanno appena cominciato l’Università a Torino si ritrovano come tante altre volte per sciare a Champoluc. Questa volta però, durante una discesa vengono avvolti da un nebbione che li separa e una di loro non arriverà più a valle. E’ questa la partenza di Il pianoforte nella neve, il nuovo romanzo di Guido Airoldi, Neos Edizioni.


Siamo di fronte ad un giallo dalla struttura abbastanza classica. Le forze dell’ordine chiudono subito il caso come incidente ma uno dei ragazzi non è convinto e siccome sulla pista, con quella nebbia, c’erano solo loro sette, il cerchio dei sospettati è limitato. Struttura quindi molto tipica.

Eppure ci sono tante altre cose interessanti in quello che è in sostanza un lungo racconto. Su tutto c’è il rapporto che cambia nel gruppo di giovani, quasi tutti di buona famiglia. Compagni di liceo a Torino, la scelta universitaria separa le loro strade e la morte della giovane amica sancisce quella separazione.

Il loro perdersi nella nebbia diventa simbolicamente la trasposizione di quel distacco. Le indagini di Enrico e Paola portano poi alla luce gelosie e invidie, amori non detti e segreti taciuti. L’evento tragico e l’inchiesta che segue rivelano il marcio che si nascondeva dietro alla musica di quel pianforte che allietava i loro incontri.

Solo ragazzi che crescono e si allontanano inevitabilmente o qualcosa di più si nasconde in questo distacco? E’ la normale evoluzione di un’amicizia giovanile o quell’amicizia era finzione e nacondeva altro?

Cert è che Airoldi ci mostra un panorama apparentemente brillante e perfetto e poi pian piano ce lo smonta con la scusa dell’indagine. Una piccola avventura in cui corpi e anime si avvicinano e si allontanano. Comunque godibile.

Trovate qui la mia intervista con l’autore.

 

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