Il cerchio di pietre, di Enrico Graglia

Si chiama Il cerchio di pietre il romanzo d’esordio di Enrico Graglia, GoWare edizioni, ed il riferimento è esattamente a quello che pensate nel leggere il titolo. Saperlo, però, non inficia l’avventura che ci troviamo ad affrontare.


Vincenzo sta passando l’estate, come sempre, a casa dei nonni, in un paese della campagna astigiana. Solo che non è più un ragazzino e con i nonni ci sta pochino. Il tempo lo spende con gli amici, tra un ritrovo serale ed un bagno al fiume. E proprio al fiume, dopo un tuffo, scopre dei misteriosi segni su una parete di roccia sommersa. Non ci fa molto caso, ma da quel momento in poi comincerà ad avere delle visioni. Cose accadute? Cose che acccadranno? Cose che potrebbero accadere?

Non sa spiegarselo, certo sono visioni molto vivide e sempre estremamente violente. Lui cerca di concentrarsi sugli amici, su una ragazza che ha appena conosciuto e di cui si è fulmineamente innamorato, ma quelle visioni diventano sempre più vivide, sempre più violente.

Graglia ci riporta in poche pagine ad autori che hanno fatto la storia del fantastico e dell’horror. E’ facile ritrovare immagini care a Lovecraft ed è praticamente dichiarato l’amore per Stephen King. Ma moltissimi sono anche i riferimenti alla tradizione celtica e pagana, all’antico Egitto ed alle religioni. Insomma c’è davvero tantissima roba che non faticherete ad individuare.

Basta lasciarsi coinvolgere dal racconto, seguire Vincenzo, Lavinia e i loro amici, per trovarsi in un’avventura che fa del fantastico la sua cifra principale. Anche se non sempre è semplice seguire Vincenzo, con i suoi dubbi e le sue paure, la voglia di farcela da solo, il timore di non essere compreso e creduto.

Una storia cupa, di lotta tra il bene e il male, il cui finale non è così scontato. Se volete approfondire trovate qui la mia intervista con l’autore.

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