Confessioni di una #badmum, di Elena Genero Santoro

Se siete convinti di non essere un buon genitore (badmum o baddad o badgenitore1/2 poco cambia) e vi sentite in colpa per questo è arrivato il libro che non vi aiuterà a migliorare ma vi farà prendere consapevolezza della vostra badmammitudine fino a rendervene orgogliosi.


Si deve alla penna di Elena Genero Santoro questo Confessioni di una #badmum, Gli scrittori della porta accanto, che non è una guida al male assoluto ma semplicemente un diario di chi ha raggiunto una certa consapevolezza dell’impossibilità di essere genitori perfetti, ipossibilità peraltro, a mio modo di vedere, insita nell’essenza stessa della genitorialità.

Elena però ha raggiunto un tale livello di Nirvana genitoriale che ha trasformato questa incapacità in arte, condendola con abbondanti manciate di autoironia (secchiate, altro che manciate) fino a restituirci questo volumetto capace di regalarci alcune ore di risate serene e consapevoli.

Il bello è che la risata scatta grazie al fenomeno dell’identificazione. Leggi e ti ci ritrovi perfettamente. Rivedi i comportamenti dei tuoi figli e soprattutto le tue reazioni sconfortate e disarmanti. Certo non tutti riusciamo a raggiungere un livello di consapevolezza tale da trasformare la reazione sconsolata in cinica vendetta… però è un passo per cominciare a provarci.

Ovviamente il libro, che prende spunto dalla rubrica che quotidianamente (o al bisogno) l’autrice tiene sul suo profilo Facebook, è un insieme di momenti casalinghi. Si va dalla scuola, tantissima scuola, all’educazione sessuale (pochissima educazione sessuale), alle vacanze. Piccoli e quotidiani momenti di famiglia affrontati con puntualità scientifica nel modo sbagliato.

E siccome il libro è nato dalla rubrica Facebook, che ha un paio di anni, ecco che dentro c’è anche il Covid, il lockdown e la famigerata accoppiata Dad e Smartworking. Ma non manca un tuffo nel passato, all’origine del badmammismo dell’autrice: la nascita e i primi anni di badson e baddaughter. Si perchè, ovviamente, se i genitori non sono perfetti, tantomeno lo sono i figli.

Vi ho dato un’infarinatura di quello che potete trovare nel libro ma c’è un punto fondamentale che vorrei fosse chiaro: la consapevolezza. Una badmum è tale se ha perfettamente chiaro in testa quale dovrebbe essere il comportamento perfetto di una goodmum. Lo ha letto sui libri, glielo hanno spiegato psicologi dell’età evolutiva ed educatori, nutrizionisti e teorici dell’insegnamento. Lei sa perfettamente cosa dovrebbe fare… ma ha consapevolmente, irrimediabilmente e felicemente rinunciato a farlo!

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