La congiura del geco, di Maurizio Blini

Torna Moreno Stelvio, il nuovo antieroe di Maurizio Blini che abbiamo conosciuto con I cattivi ragazzi. Ne La congiura del geco, Edizioni del Capricorno, l’ex dirigente della Mobile in pensione è toccato molto da vicino dalla vicenda centrale della storia. Anzi, è proprio lui a dare inizio ad una vicenda che altrimenti non sarebbe mai nata.


Antonio Izzo, ex dirigente dell’AISI, il servizio segreto italiano, viene trovato impiccato nella sua casa di Torino. Stelvio, che lo conosce bene, non crede però al suicidio e spinge il fratello Silvano, capo della Mobile, ad indagare oltre quello che la situazione richiederebbe. Ovviamente Moreno ha ragione: Antonio è stato ucciso.

Parte così un’indagine difficilissima perchè deve andare a toccare i servizi segreti. L’agguerrito gruppo di inquirenti non si lascia intimorire, ma arrivare a capirci qualcosa è davvero tosta. Poi spunta un libro che Antonio avrebbe scritto ma di cui non c’è alcuna traccia. Che sia quel libro la chiave di tutto?

Ovviamente Blini non si limita a raccontarci la vicenda cetrale del giallo ma la alterna con una storia che parte da lontano. Un’amicizia tra tre bambini in Calabria che crescono nel mito – chi più, chi meno, chi quasi rifiutandolo – dell’uomo forte, dominante, di potere, degli intrecci di piaceri e protezione della ‘ndrangheta.

Le due vicende inevitabilmente si intrecceranno ma è interessante anche la riflessione di Blini, a prescindere dalla storia, su quella che è un’intera e molto vasta fetta di ideologia ancora viva e presente nel nostro Paese.

Allo stesso modo è interessante tutto l’aspetto relativo al mondo dei servizi segreti, buoni e cattivi, deviati e non deviati. Un tema che inoltre porta il romanzo nel noir con tutte le scarpe, spingendosi fino ai confini del thriller e della spy story.

Blini poi ha una capacittà narrativa avvincente ed una prosa talmente lineare e coinvolgente che, una volta cominciatto il libro, è tosta stacarsene fino a quando la soluzione non compare ai nostri occhi. Ovviamente in un carosello finale di tensione altissima in cui il nostro Moreno se la vedrà davvero brutta…

Se volete approfondire ho intervistato Maurizio Blini.

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An Awesem design by Orman