Torino, la chiusura del cerchio, di Maurizio Blini

Maurizio Blini ha la capacità di creare intrecci che hanno solo i grandi autori di thriller. In Torino, la chiusura del cerchio, Fratelli Frilli Editori, sono addiritura tre le storie che si snodano nel corso del romanzo, con un tuffo negli anni ’70. Tre storie che che il lettore per tutto il romanzo si chiede come diamine finiranno per incontrarsi.


In un’area cani di Torino, zona Lucento, degli scavi portano alla luce le ossa di tre donne. Le analisi diranno che risalgono al 1974, così il commissario Federico si trova ad indagare su un vero e proprio cold case, relativamente al quale trovare indizi e testimoni è cosa ardua, anche perchè i protagonisti di quegli anni hanno abbondantemente superato gli 80 anni. Intanto la Digos sta braccando un ex terrorista, individuato grazie a nuove prove.

Poi abbiamo Mario, anziano solitario, il cui figlio, spinto da una moglie cinica, è deciso a rinchiuderlo in una casa di riposo in seguito ad alcuni episodi di mancamenti e perdite di memoria. La sua vicenda è raccontata in prima persona e Blini ci porta nell’animo addolorato del protagonista. Deluso, sconfitto, in rotta col figlio, preoccupato, con l’animo trafitto, Mario ci mostra tutta la sua paura e la sua debolezza. Decide però di reagire in qualche modo.

Niente male come inizio per un viaggio che aumenta pian piano di ritmo, dissemina lentamente indizi e ci porta a riflettere su temi vari e attuali, come pure ci fa viaggiare in un tempo lontano alla scoperta di un’Italia e di una Torino molto diverse da quelle che conosciamo e che è sempre bene ricordare.

Dell’intreccio che porterà la squadra di Federico alla soluzione non posso e non voglio dirvi nulla, è di gran lunga meglio che vi godiate pagina dopo pagina l’evoluzione della vicenda lasciandovi guidare dalla sapiente penna di Maurizio Blini. E se volete approfondire potete leggere l’intervista su Quotidiano Piemontese.

Ah… e Vivaldi e Meucci?
Sono a Cuba, stanno bene e lasciano detto – via mail – di salutarvi tutti!

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