Una primavera italiana, di Giovanni Casalegno

E’ evidente che Giovanni Casalegno prova un amore senza limiti per i libri, per quello che contengono, per quello che esprimono e perfino per l’oggetto fisico in carta. Lo avevao capito in La libreria degli amori finiti e ce lo conferma questo Una primavera italiana, Neos Edizioni.


Maya vive a New York con la zia da qando era piccola, da quando la madre è morta in un incidente del quale tutti, tribunale compreso, hanno riconosciuto responsabile suo padre, del quale – da quel momento – non ha più saputo nulla. Alla morte del padre però viene convocata da un notaio in Italia per l’eredità.

Così Maya torna nel Monferrato, di cui non ricorda nulla e pian piano riscopre il suo passato. A guidarla in questo viaggio è proprio il padre morto, che le ha lasciato una caccia al tesoro da compiersi nella sua immensa libreria e le chiese romaniche del territorio. Maya scoprirà un mondo che non conosce e soprattutto la storia della  sua vita vista da un punto di vista nuovo, diverso da quello che le è sempre stato raccontato.

I libri, dicevamo. Sono davvero al centro della vicenda. Maya scrive libri per bambini, il padre ha vissuto grazie alle sue traduzioni. E poi c’è la straordinaria libreria della casa paterna all’interno della quale si svolge la caccia al tesoro. Una libreria piena di volumi dettagliatamente organizzati, ma anche strutturata in maniera particolare. E la stessa caccia al tesoro, durante la quale Maya scopre una serie di lettere lasciatele dal padre, è un viaggio tra autori e romanzi, tra storie e misteri. Un vero sogno per chi fa della cultura la sua vita.

Poi abbiamo il Monferrato e le sue chiese romaniche. Ed anche qui c’è da godersela. Maya scopre la bicicletta, mezzo d’elezione per muoversi su quelle colline, e giorno dopo giorno si innamora di quella terra, della sua storia, delle sue curve e delle sue chiese.

E infine, naturalmente, c’è la storia della protagonista, il mistero sulla morte della madre. Un mistero che nasce come certezza vagamente messa in dubbio e pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, libro dopo chiesa, diventa un vero e proprio triller la cui soluzione arriverà solo nelle ultime pagine del romanzo.

Mi pare che ci sia materiale per innamorarsi ampiamente di questo libro. Se volete approfondire ho intervistato Giovanni Casalegno.

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