Posted (soloparolesparse) in cronaca on aprile-6-2009
Credo proprio che oggi sospenderò la pubblicazione dei post che erano previsti.
Mi sembra molto più logico lasciare spazio alle notizie che arrivano da L’aquila legate al terremoto.
Il consiglio è di seguire gli aggiornamenti in diretta sulla pagina di Repubblica.
Ma ancora più consigliato e impressionante seguire gli aggiornamenti in diretta su Twitter.
In questo caso è come sempre la gente a mandare e chiedere informazioni un pò da tutti gli angoli del mondo.
In pochi minuti ho visto messaggi in inglese, francese, spagnolo, greco.
Non inserisco in questo post nessun dato relativo al sisma perchè in pochi minuti sarebbe già obsoleto.
L’unica cosa certa è che sulla scala Richter è stato classificato intorno ai 6 gradi con una corrispondenza sulla scala Mercalli all’8°-9° grado.
Nella foto, la chiesa di San Bernardino a L’aquila, che sembra abbia subito ingenti danni.
Si comincia con Albanese che legge le frasi di un pentito e mi arriva come una sberla la conferma di quello che già in realtà sapevo. Uccidere Saviano adesso sarebbe controproducente per i clan, finirebbero per creare un martire, un eroe e sostanzialmente fare brutta figura.
Molto meglio aspettare un pò. Un anno. Cinque anni. Dieci anni. Aspettare che la notorietà di Roberto scemi, che di lui non si parli più… a quel punto sarà più facile ammazzarlo. La camorra non ha fretta.
Ed allora è bene che quest’attenzione su Saviano non cali nemmeno tra dieci anni, è bene che si continui a parlare e che lo si faccia parlare.
E del resto il suo intervento di ieri si è basato proprio sul silenzio.
Ricordate le parole di Di Pietro sul silenzio mafioso?
Siamo esattamente lì.
Saviano racconta una sfilza di omicidi, omicidi di cammorristi, omicidi di innocenti, omicidi di giovani eroi involontari.
E poi ci fa vedere come queste notizie sono state trattate sui giornali locali e come (non) sono arrivate a giornali e tv nazionali.
Di queste cose non si parla, dei due o tre morti giornalieri in quelle terre non si parla.
Perchè?
Secondo Roberto i giornali non ne parlano (più) perchè hanno capito che ai lettori non interessano, perchè la gente di Udine pensa che siano fatti legati alla Campania.
Per lo stesso motivo la politica lascia perdere il discorso. Troppo difficile, troppi rischi a schierarsi contro e soprattutto troppo poco interesse da parte degli elettori. E siccome lo scopo dei politici è ottenere voti e non certo fare il bene del paese…
Ed allora parliamone noi, rilanciamo le frasi di Saviano, raccontiamo quello che vediamo, che sappiamo.
Qualcuno conosce blog di ragazzi napoletani che raccontano il loro vivere quotidiano?
Se li conoscete, segnalatemeli.
Continuiamo a parlarne, non abbassiamo l’attenzione, il silenzio è pericoloso.
Il silenzio è morte.
Il silenzio è mafioso.
E così si arriva al passo successivo.
Ma la storia sarà ancora lunga prima che si possa arrivare ad una conclusione della vicenda.
Dopo la denuncia, il crollo del potente, il coinvolgimento dei politici e degli esponenti della cultura piemontese (e non solo).
Dopo le ipotesi per salvare il Premio, la decisone di sospenderlo per il 2009, parte oggi la procedura per la messa in liquidazione dell’associazione Premio Grinzane Cavour: fine della storia.
Almeno per il momento perchè la speranza (almeno la mia, lo sapete) è quella di trovare un modo per salvare il Premio.
Certo a questo punto, la strada per la salvezza dovrà passare da una inevitabile chiusura e riapertura con volti nuovi.
Ma ormai la fretta è il caso di lasciarla da parte.
Il mio consiglio, per quello che conta, è di aspettare i risultati delle inchieste in corso (almeno i primi), stare fermi un paio di anni e poi verificare le condizioni per ricominciare.
Tra un pò… a bocce ferme… senza Soria (ed un sacco di altra gente).
Posted (soloparolesparse) in cronaca, video on febbraio-27-2009
Dedico l’ultimo post della settimana a Vittorio Arrigoni.
Alla sua forza, al suo coraggio, alla sua voglia di giustizia, alla sua lotta contro un muro di gomma per far sapere al mondo quello che davvero sta accadendo a Gaza.
Vittorio è da mesi nei territori palestinesi per testimoniare le condizioni di vita dei contadini, dei civili, dei bambini.
Si trovava lì quando Israele ha deciso di rinforzare i suoi attacchi eliminando centinaia di uomini e donne in poche settimane.
Ricorderete il clamore suscitato dagli attacchi.
Poi gli attacchi sono diminuiti, il mondo ha smesso di parlarne e a Gaza si è tornati alla normalità.
Cioè si è tornati a mendicare l’acqua facendo lunghe file in posti di distribuzione sotto il controllo israeliano e si è tornati a camminare per le strade con il rischio di finire ammazzati.
Vittorio è rimasto lì e continua a raccontarci cosa succede, cercando disperatamente di non far calare l’attenzione.
E naturalmente, come capita a tutti coloro che vivono in quelle terre, anche lui rischia ogni giorno la pelle.
Così Vittorio è stato sfiorato da un proiettile di rimbalzo sparato da un cecchino israeliano e gli credo quando dice che non è una bella esperienza.
Questo è il video di quel momento. Si vede il proiettile che rimbalza per terra e la telecamera che salta.
Il video da bene l’idea di quello che è successo. Un proiettile su contadini e civili disarmati.
Il mio invito è quello di continuare a seguire Vittorio Arrigoni e non far calare l’attenzione su quello che sta succedendo (da decenni) a Gaza.
Posted (soloparolesparse) in cronaca on febbraio-18-2009
Da tempo ci siamo accorti che in Italia non c’è più un’opposizione.
Ci siamo accorti che Berlusconi può fare un pò quello che vuole senza che (più) nessuno si opponga.
Ieri abbiamo avuto la conferma che anche la (ex) sinistra lavora per il bene di Silvio (lo ipotizzava già Guzzanti ai tempi di Rutelli candidato Premier).
La conferma è data dalla scelta perfetta dei tempi con cui Veltroni ha comunicato la decisione di dimettersi da capo del PD.
Così la notizia di ieri sono diventate le dimissioni del capo dell’opposizione cancellando, o relegando in terzo piano (il Tg1 ha mandato il servizio alle 20.20!!!) quella che in un paese normale sarebbe stata la notizia bomba.
Vi sarete comunque accorti che David Mills è stato condannato (in primo grado, per carità) a 4 anni e 6 mesi per corruzione.
La storia (si sa che in Italia abbiamo la memoria corta) è questa.
Nel processo All Iberian (tangenti alla Guardia di Finanza) l’avvocato David Mills testimonia per scagionare l’imputato Berlusconi da ogni accusa. La sentenza di ieri ha sancito che Mills ricevette 600 mila dollari dal Gruppo Fininvest per testimoniare il falso quel giorno.
Ora… se il corrotto è condannato, direte voi, bisognerà condannare anche il corruttore.
Sbagliato!
Sbagliato perchè il corruttore è capo del Governo e proprio pochi mesi fa il suo Governo ha approvato in 24 ore il Lodo Alfano che garantisce l’immunità alle principali quattro cariche dello Stato, Presidente del Consiglio (quindi) compreso.
In qualunque altro Paese al mondo ieri si sarebbe dimesso il Presidente del Consiglio… da noi si è dimesso il Capo dell’opposizione.
E, ironia della sorte, Mills è stato condannato anche a risarcire 250 mila euro alla parte avversa… la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per fortuna qualcunosi rende contodell’assurdità della situazione e della incredibile gravità della stessa, ma ancora una volta non possiamo fare nient’altro che parlarne.
Se poi Veltroni avesse aspettato un paio di giorni a farsi da parte… avremmo potuto parlarne un pò di più.
Posted (soloparolesparse) in arte, cronaca, teatro on febbraio-6-2009
Possibile che il futurismo faccia ancora scandalo?
Possibile che dopo 100 anni non sia cambiato niente nel nostro Belpaese?
Succede che in questi giorni si festeggiano i 100 anni dalla nascita del Futurismo. O meglio si festeggiano i 100 anni dalla pubblicazione del Manifesto futurista firmato da Filippo Tommaso Marinetti e che diede il via ad una stagione artistica contestata ma innegabilmente innovativa.
Le manifestazioni sono in programma un pò in tutta Italia ma la festa (come all’epoca) comincia inevitabilmente a Milano.
Succede quindi che ieri era in programma una rappresentazione di teatro futurista chiamata Rissa in galleria e tratta da un quadro omonimo di Umberto Boccioni. Succede poi che i negozianti, diturbati dal rumore, chiamino le forze dell’ordine e queste intervengano per far abbassare il volume e finiscano per litigare con l’assessore alla CulturaFinazzer che si rifiuta di fornire i documenti.
Tralascio le considerazioni sul fatto che i vari uffici del Comune di Milano non si parlano tra di loro (uno organizza l’evento, l’altro interviene per fermarlo.
Mi vorrei invece fermare a segnalare il successo dell’intervento futurista. Se ne sta parlando ovunque, c’è stato uno sconvolgimento del normale andamento della vita in galleria, l’istallazione ha causato una quasi rissa reale (tutte cose che avrebbero entusismato il buon Marinetti).
Insomma i futuristi possono essere soddisfatti del risultato ed i festeggiamenti per il centenario iniziano nel migliore dei modi.
Una considerazione a margine (ma neanche troppo a margine).
Chiedere ad una rappresentazione futurista di abbassare il volume della propria performance mi sembra il massimo dell’irrazionalità. O quantomeno vuol dire non avere la minima idea di cosa è stato il Futurismo.
Posted (soloparolesparse) in cronaca, politica on febbraio-4-2009
La notizia non è ormai più una notizia ma quello che è seguito segna a mio modo di vedere un passo importante nella politica e nel giornalismo italiano (e spesso le due cose sono legate oltre l’ormai classico conflitto di interessi berlusconiano).
I fatti sono i seguenti. Antonio Di Pietro, durante un suo intervento a Piazza Farnese, rivolge parole dure a Napolitano, invitando il Capo dello Stato a non trincerarsi dietro silenzio. I giornali riportano all’incirca il discorso, Oreste Dominioni si sente toccato nel vivo come italiano e denuncia Di Pietro per vilipendio al Capo dello Stato. Di Pietro viene inserito nel registro degli indagati.
Solo che a questo punto succede qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa.
Si, perchè il discorso di Di Pietro è stato registrato da un sacco di gente, trasmesso in streaming ed infine postato su Youtube.
Così un altro sacco di gente in rete si è accorta che nel discorso non c’era proprio nulla di offensivo. Il discorso è duro, l’accusa chiara ma legittima, ed il riferimento al silenzio mafioso legato al fatto che proprio la mafia era il tema dell’incontro in piazza.
Tutto questo sui giornali (e peggio sui tg) non aveva trovato posto.
Ma di spazio ne ha trovato nei giorni successivi a firma di Luca, di Gomez e di molti altri.
E poi è stato facile ricostruire le manipolazioni fatte dai media tradizionali. Orsatti ha riportato il testo del discorso, Antonio ha fatto che riportare direttamente il video e Ermes si è addirittura lanciato in una ricostruzione delle alterazioni giornalistiche in raffronto con le frasi reali pronunciate dall’ex pm.
Insomma Di Pietro potrà stare tranquillo perchè non vedo come si possa arrivare al processo in queste condizioni. Inizierei a preoccuparmi invece al posto di Dominioni, o quantomeno lo inviterei a documentarsi con cura prima di fare un gesto grave come una denuncia, per esempio potrebbe fare un giro in rete, dove (lo ripeto con sempre maggior vigore) le informazioni arrivano da chi è sul posto e non hanno il filtro dello scoop a tutti i costi.
E sarà anche il caso (e questo è il clou della vicenda) che giornali, telegiornali e politici si rendano conto della potenza e della sincerità della rete. Evidentemente l’elezione di Obama non è bastata ai nostri per prendere consapevolezza dell’importanza dei blog, del giornalismo partecipativo, dei video ugc. E se non lo capiranno in fretta rimarranno decisamente tagliati fuori dal futuro del mondo e probabilmente la nuova classe dirigente italiana sarà composta da chi ha vissuto il cambiamento dall’inizio e non da chi cerca (senza riuscirci) di forzare le porte e controllare lo strumento più democratico che abbiamo a disposizione in questo momento.
Ripensandoci… sarà mica un male?
Per completezza di informazione embeddo anche io il discorso di Di Pietro in modo che chi legge si possa rendere personalmente conto di quanto detto… senza il filtro dei giornali.