Sei un amante del maestro Hayao Miyazaki?
Ti piacciono i manga e la cultura giapponese?

Allora non puoi proprio perdere quest'occasione.

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Affrettati, però! L'asta scade il 16 settembre!

Archive for the ‘recensioni’ Category

set
02
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni on settembre-2-2010

La prima notizia buona relativa ad Inception è che si parte subito con la trottolina che è stato il simbolo del viral marketing del film.
E siccome capita spesso che con quei giochini pre-film ci si allontani troppo dalla vicenda, ritrovarsi subito a casa fa piacere.

La seconda notizia ottima è che Christopher Nolan è un geniaccio che ha messo insieme un film di altissimo livello, carico di tensione, con una storia da seguire e intricato al giusto livello.

Cobb fa il ladro nei sogni degli altri, per mestiere. Grazie ad anni di addestramento è capace di entrare nei sogni della gente e rubare segreti importanti da consegnare ai propri clienti.
Ma la vicenda è molto più complessa perchè dietro c’è una precisione estrema per quanto riguarda il processo di ingresso, quello che si può fare, quello che è vietato e quello che semplicemente non è mai stato fatto.

E qui siamo al cuore della vicenda perchè l’uomo viene assoldato non per rubare ma per piazzare un’idea nella mente del soggetto… che è roba estremamente diversa.
Alle spalle della vicenda principale c’è poi ovviamente una storia personale e passata ancora aperta, una storia da risolvere e che ha sempre a che vedere con i sogni e con la sperimentazione.

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ago
31
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni on agosto-31-2010

A Serbian film non è un film scandalo… è un film brutto!

Come recensione può sembrare un po’ scarna ed è effettivamente è anche un po’ ingenerosa (nel senso che abbiamo visto ben di peggio).

Milos è un super attore porno serbo, da cinque anni si è però ritirato e vive serenamente con la moglie ed un figlio.
Forse il lavoro un po’ gli manca, sicuramente ha bisogno di soldi, così finisce per accettare la misteriosa proposta di tale Vukmir, un curioso regista che si considera artista del porno.
La paga è strabiliante ma il contratto prevede che Milos non sappia nulla della trama e si limiti a scopare.

Non molto diverso da quello che succede in tutti i film porno – direte voi (ed è la stessa cosa che pensa Vukmir) – solo che qui c’è qualcosa che non quadra.
Il film si gira in un vecchio orfanotrofio e quando Milos è costretto a fare sesso (violento, peraltro) di fronte ad una ragazzina di un dozzina di anni decide di tirarsi indietro.
Ormai è però troppo tardi, la combriccola del regista riesce a drogarlo e a sottoporgli un superafrodisiaco da tori, così finisce che lo piazzano in una stanza e lui tromba tutto quello che trova.
Fosse solo per il sesso la mente ne verrebbe forse fuori sana, il problema è che Milos si trova nel bel mezzo di uno snuff e la violenza estrema porta più volte alla morte.

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ago
27
    
Posted (soloparolesparse) in letteratura, recensioni on agosto-27-2010

Intendiamoci, non è che Un posto nel mondo sia un romanzo scadente, senza niente da dire o che non meriti di essere letto, l’impressione però è che Fabio Volo voglia arrivare ben al di là delle sue possibilità e tirar fuori qualcosa di troppo.

Michele e Federico sono amici fin da bambini ed hanno sempre diviso tutto nella provincia in cui vivono.
Ad un tratto però Federico si accorge che il futuro destinato a lui e a tutti i suoi coetanei è fasullo e che in lui c’è qualcosa di più. Così parte per un viaggio che gli cambierà la vita e soprattutto il modo di vivere.
Nel frattempo Michele conosce Francesca e Federico si innamora di Sophie.

Al ritorno di Federico le vite dei quattro si incrociano e qualcosa sta per succedere anche a Michele, al suo modo di porsi, al suo modo di vedersi e di affrontare il quotidiano: forse Federico aveva ragione.

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ago
26
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni on agosto-26-2010

Finisci di vedere Splice e ti chiedi se hai assistito ad un cagata pazzesca o ad un gioiellino da ricordare.
Poi ti ricordi che la firma è di Vincenzo Natali e propendi per la seconda ipotesi.

Clive ed Elsa sono una coppia di scienziati che si diverte a combinare DNA di animali diversi per creare una specie capace di salvare il mondo.
Il risultato è ottimo (anche se i due esemplari viventi non sembrano altro che due cazzi giganti e informi).
Il mondo scientifico è soddisfatto e vorrebbe sintetizzare la proteina magica ma loro (più lei che lui) vanno avanti in segreto e ci buttano dentro anche un po’ di DNA umano.

Il risultato è una splendida mostriciattola che cresce molto rapidamente.
I due sono costretti a nasconderla e ben presto Elsa (ma anche Clive non è da meno) invece di studiarla come oggetto di laboratorio, la tratta come la figlia che non ha mai voluto (troppo difficile il rapporto con la madre).
Le cose inevitabilmente precipitano e Dren (questo il nome della creatura) diventa anche affascinante al punto da conquistare l’attenzione sessuale del padre (pardon, dello scienziato) e la gelosia della madre (pardon, della scienziata).

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ago
23
    
Posted (soloparolesparse) in letteratura, recensioni on agosto-23-2010

Non è certo la prima volta che Stephen King si occupa di macchine diaboliche.
Oltre a Christine, la macchina infernale, capostipite della categoria, ci sono anche un paio di racconti in cui macchine (nel senso di macchinari) costruiti dall’uomo prendono in qualche modo vita per ribellarsi ai propri creatori.

Solo che Buick 8 è la peggiore della famiglia.
Non nel senso della più cattiva, nel senso della meno riuscita dal punto di vista letterario.

Sarà che la macchina, la Buick, è solo un pretesto ed al posto suo potrebbe esserci qualunque altra cosa, da un frigorifero ad un albero, da un palazzo ad un panino con la porchetta!

La macchina compare nella vita della squadra D della polizia della Pennsylvania un giorno qualunque del 1979 e da quel momento rimane chiusa in un capannone sul retro.
Solitamente ferma e inerme, ma ogni tanto lanciando sprazi di luce viola, e ancor più raramente aprendo e chiudendo il suo bagagliaio per far apparire o sparire qualcosa (oggetti, animali o persone).

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ago
20
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni, seconda visione on agosto-20-2010

Il Dracula di Tod Browning, quello del 1931 per capirci, nasconde tante di quelle curiosità che potremmo stare qui a parlarne per ore.
Così facciamo che non vi racconto la trama, che si presume conosciate, e passiamo direttamente al cuore del film (ed anche al contorno).

Della trama vi basti sapere che per motivi di budget non segue direttamente quella del libro di Bram Stoker ma è molto più vicina allo spettacolo teatrale che trionfò per anni a Broadway.
Il che vuol sostanzialmente dire che il signor Renfield ha una parte decisamente maggiore nella vicenda ed è lui che seguiamo nel viaggio in Transilvania.
John Harker è relegato ad un ruolo decisamente secondario.

Protagonista della piece teatrale fu un attore ungherese praticamente sconosciuto.
Un accento decisamente europeo, una gestualità esagerata ed un volto di ghiaccio lo fecero preferire agli altri candidati.
Il suo nome era Bela Lugosi.
Quando però la Universal si mosse per realizzare il film, Lugosi non fu certo la prima scelta (nonostante l’incredibile successo dello spettacolo).
Si pensò prima ovviamente a Lon Chaney, che però in quegli anni stava pagando il passaggio al sonoro, poi ad altri nomi, alla fine si ripiegò per Lugosi.
E fu la scelta migliore per tutti, se è vero che da quel momento Bela Lugosi è diventato Dracula per tutti, interpretandolo miriadi di volte e finendo per essere addirittura sepolto col mantello.

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ago
18
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni, seconda visione on agosto-18-2010

L’uomo invisibile nasce dal grande successo di Frankenstein, successo talmente condiviso che la Universal (che da questo momento inaugura la sua sequela di mostri) lascia carta bianca a James Whale, cosa per niente usuale per un ragista in quegli anni.

Ed il lavoro che Whale mette insieme è qualcosa di indimenticabile, a partire… ma prima due parole sulla trama.

La narrazione rispecchia abbastanza il romanzo di H.G.Welles, che del resto compare tra gli sceneggiatori e mise diversi paletti.
Griffin è uno scenziato che in segreto ha lavorato su un siero che rende invisibili.
La cosa ha funzionato a tal punto che l’uomo diventa completamente invisibile e così si nasconde in un paesino, abbandonando colleghi e fidanzata, per trovare l’antidoto che gli permetta di riacquistare corporeità.

Qui però le cose vanno malaccio e gli abitanti del paese lo scoprono e vorrebbero cacciarlo.
Anche perchè Griffin è completamente uscito di testa ed è convinto di poter conquistare il mondo.
La caccia all’uomo (invisibile) che si scatena è imponente e si concluderà in maniera tragica (ma del resto in pochi giorni Griffin è riuscito a provocare oltre cento morti).

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ago
16
    
Posted (soloparolesparse) in letteratura, recensioni on agosto-16-2010

Dal 1966 al 1973 (più o meno) Stephen King pubblicò decine di racconti sulle riviste di genere americane.
Nel frattempo con lo pseudonimo di Richard Bachman si dedicava a scrivere quei romanzi che King non poteva permettersi.
Il gioco durò fino a quando venne scoperto e dice la leggenda che se fosse durato ancora un po’ il successivo romanzo firmato da Bachman sarebbe stato It.

Così a Bachman rimasero anche alcuni romanzi nel cassetto.
Negli ultimi anni Stephen King ha deciso di riesumarne uno che risponde al titolo di Blaze.

Soltanto che Blaze non ha in se niente di quello che è il carattere distintivo dei romanzi di Bachman, tolto probabilmente la mancata happy end (questa si tipica del vecchio Rick).
Sembra piuttosto un buon romanzo di Stephen King, uno degli ultimi però, uno di quelli scritti bene, con una storia che cattura, ma privi di qualunque particolare che sia in grado di farti sobbalzare quando giri la pagina.

Blaze è un gigante ritardato.
Da bambino il padre ubriaco l’ha buttato un paio di volte giù da una scala mandandolo in coma. Al risveglio la sua mente non è più lucida e la sua fronte ha un’indelebile ammaccatura “nella quale si potrebbe posare una tazzina da caffè”.
Così Blaze trascorre la sua vita da ragazzo in una casa per orfani dove ha un solo amico e quella da adulto passando dal carcere al quotidiano di piccoli furti.

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