Un regalo per tutti voi, per tutti coloro che seguono questo blog assiduamente, e per coloro che ci capitano per puro caso.

Il Farinetti 2009 raccoglie tutte le recensioni di film che questo blog ha preparato nel corso dell'anno passato, tutte in un unico volume.

Il Farinetti 2009 è scaricabile gratuitamente e promuove il Comitato di Collaborazione Medica.

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Archive for the ‘storie’ Category

dic
31
    
Posted (soloparolesparse) in storie on dicembre-31-2009

Da qualche giorno mi chiedo cosa avrei potuto lasciarvi come post di fine anno (post che rimarrà in bella visione per una settimanina perchè ho intenzione di staccare un po’ prima di lanciarmi nella nuova stagione, al limite vi butto lì un paio di recensioni…), poi mi sono reso conto che siamo al giro di boa del decennio e mi è tornato in mente un capodanno di dieci anni fà.
Immagino che ricorderete anche voi quei giorni perchè si trattava di un fine anno speciale, il passaggio di un decennio, di un secolo, di un millennio addirittura.

asiago

Per me furono giorni intensi.
Aspettavo la chiamata per il servizio civile che arrivò puntuale dopo Natale. Pensai che il viaggetto di fine anno fosse saltato e avvisai i miei compagni d’avventura, invece il giorno in cui mi presentai partì una licenza natalizia (gentile e ancor oggi inspiegabile omaggio) e il mio capodanno tornò ad esistere.

Partimmo in sette per l’altopiano di Asiago, se non ricordo male 4-5 giorni immersi in nevi che a noi sembrarono perenni.
C’erano gli amici di sempre, c’era colei che sarebbe anni dopo diventata mia moglie (e che all’epoca non era nemmeno la mia fidanzata).
C’era la neve ed un freddo pazzesco, c’era un camino ed una casa in ristrutturazione (ricordo quella tenda che interpretava malamente  la porta del bagno).
C’era una cena allegra, un album nuovo di Claudio Baglioni, c’era una videocamera che si spense sul più bello, c’era l’asiago con tre diverse stagionature.

E soprattutto c’erano i timori che qualcosa succedesse, che il mille e non più mille della profezia antica significasse che il mondo sarebbe finito alla scoccare della mezzanotte.
C’era il millennium bug che minacciava di cancellare la nostra tecnologia (che lassù non avevamo, ma cosa sarebbe successo al ritorno a Torino?).

Non accadde nulla di più di alcuni indimenticabili giorni tra amici ancor giovani, musica, video, cibo, passeggiate e il calore della passione che ci univa. Un capodanno dei più sereni e indimenticabili (tra l’altro il primo senza le confuse comitive calcolabili solo in decine di unità)
Il mattino dopo ci svegliammo in un millennio diverso da quello in cui eravamo nati e ricominciammo la nostra vita un po’ più consapevoli della nostra età.

Sono sicuro che anche per chi legge quello di dieci anni fa, quello che ci portò dal 1999 al 2000 è stato un passaggio di anno che ricordate ancora oggi, meglio di altri magari più emozionanti.
Bhe… se avete voglia di raccontarmelo in questi giorni che introducono un nuovo decennio…

(credits foto: lapaoly)



ott
23
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, storie on ottobre-23-2009

Tutto parte nel genniao del 2008 da questo articolo su Vanity Fair a firma di Nancy Jo Sales.

duncan-blake

Si racconta la drammatica storia di Jeremy Blake e Theresa Duncan.
Lui è un artista, lei una filmaker ed una disegnatrice di giochi. Sono una coppia curiosa, artisti a tutto tondo.
Poi capita che nel Luglio del 2007 Theresa si imbottisca di pillole (Benadryl, Tynedol…), lasci un biglietto con un veloce “Vi amo tutti”, si sdrai sul letto del suo appartamento e ci lasci le penne. Sul suo blog un ultimo post decisamente riflessivo.
Un suicido come altri, non rarissimo nel mondo dell’underground americano.

Poi succede che una settimana dopo, sulla Rockaway Beach, nel Queens, vengano trovati gli abiti di Jeremy ed un messaggio su uno dei suoi biglietti da visita: “Raggiungo la dolce Theresa”. Il suo corpo senza vita viene ripescato in mare pochi giorni dopo.

Un doppio suicidio di una coppia che si amava da 12 anni.
Una storia che diventa interessante, da approfondire, da scavare, da raccontare.
E a raccontarla in un film ci penserà una coppia non da poco visto che Gus Van Sant e Bret Easton Ellis hanno annunciato che stanno lavorando al progetto.
Cosa ne verrà fuori?
Immagino qualcosa di buono, vista la storia e visti gli autori.
Proveremo a seguire la genesi del film e scopriremo come un articolo di giornale possa generare un racconto completo.

(credits foto: Vanity Fair)



set
07
    
Posted (soloparolesparse) in musica, storie on settembre-7-2009

Non prendiamoci in giro… tutte le coppie hanno una loro canzone, quel pezzo che stavano ascoltando in radio proprio quando si sono parlati la prima volta, quel brano che lui ha dedicato a lei per rivelarle il suo immortale amore, quella canzone che volava fuori dalle casse durante il concerto proprio mentre vi stavate dando il primo bacio.

bacio

Ogni coppia ha la sua canzone, ed ognuna di queste canzoni ha una storia diversa, un’origine diversa, un percorso unico che l’ha elevata al rango di nostra canzone.
E quella musica, quelle note manterranano il loro significato per tutta la vita. Faranno sorridere e sognare ogni volta che appariranno inaspettate, faranno stridere il cuore nel triste caso in cui l’amore a cui sono legate dovesse un giorno spegnersi e finire.

La mia nostra canzone (quella che contrappunta il mio matrimonio) è Because the night, nella versione cantata da Patti Smith.
Eravamo seduti a fare due chiacchiere davanti ad un televisore acceso quando partì la sigla del mitico Fuori Orario, il programma di Enrico Ghezzi su Rai3, sigla che mostra una sequenza de L’atalante accompagnata, appunto, da Because the night.
Quella notte capimmo che la nostra amicizia stava diventando qualcosa di molto più grande.

Ed ora che il vostro blogger preferito ha fatto outing, tocca a voi.
Voglio sapere tutto quello che riguarda la vostra canzone.

Qual è la vostra canzone? Come e perchè lo è diventata?

Coraggio, una piccola confidenza… giuro che non lo dico a nessuno!

(credtis foto: aria92)



ago
23
    
Posted (soloparolesparse) in letteratura, storie on agosto-23-2009

Il ritorno a Torino è sempre una via di mezzo tra il magone per la fine del periodo di vacanza e la gioia di tornare nella città che amo, al suo pulsare, alle sue attività.

Le due settimane marchigiane sono state un bel riposo (soprattutto) ed un piccolo aggiornamento su quanto non avevamo visto cinque anni fa.
In particolare abbiamo avuto la possibilità di visitare la biblioteca di casa Leopardi (chiusa all’epoca).
Niente più di un veloce giro guidato tra le poche stanze aperte perchè i discendenti del poeta vivono ancora al piano nobile del palazzo.
Il giro è però molto interessante e condito da una serie di curiosità raccontate dalla guida sui primi anni della giovinezza del giovane Giacomo e dei suoi fratelli.

leopardi

Ne viene fuori in maniera evidente la figura del padre. Autorevole, potente, con la chiara idea di fornire un’educazione eccellente per i figli.
Monaldo Leopardi è però anche una specie di potenziale filantropo visto che decide di aprire la biblioteca con tutti i suoi 20 mila volumi alla consultazione degli abitanti di Recanati.
Peccato che i concittadini non siano spinti da pari sete di conoscenza visto che mai nessuno varcherà quella soglia.
Immancabile lo scaffale dedicato ai libri proibiti (per lo più volumi illuministici e con rivoluzionarie teorie scientifiche) per i quali il conte Leopardi aveva chiesto una deroga speciale alla chiesa che permettesse la conservazione e la consultazione a lui e ai figli.
Il giovane Giacomo Leopardi aveva così a disposizione un patrimonio immenso e la sua innata sete di conoscenza lo portò a padroneggiarlo a fondo e a crearsi una cultura sterminata rinunciando ben presto all’opera (ormai inutile) dei suoi precettori.

Tutto questo naturalmente a scapito della sua salute e di qualche gioco all’aria aperta con gli altri bambini recanatesi.
Nessuna notizia ufficiale invece sul mito della costola di Leopardi.

Lasciamo da parte il vate maceratese (magari ci torneremo per qualche altra riflessione) e proviamo a far ripartire questo blog.
La prossima settimana sarà ancora a corrente alternata e con pubblicazioni saltuarie, diciamo dedicata alle letture di questa estate, poi si ripartirà veramente.

(credits foto: Daniela Vinci)



lug
30
    
Posted (soloparolesparse) in sport, storie on luglio-30-2009

Piccola parentesi nel flusso cinematrografico di questa settimana per un sentito omaggio alla donna che sta conquistando il titolo di regina dei mondiali di nuoto di Roma 2009.

In realtà più che di donna, di ragazza si tratta visto che Federica Pellegrini deve ancora compiere 21 anni.
Ed in questo breve lasso di tempo la bionda ragazzina ha collezionato ieri il suo decimo record del mondo mentre vinceva la seconda medaglia d’oro di questi mondiali italiani.

federica-pellegrini

Federica non è bella. O meglio non sarebbe bella se non fosse così forte, così elegante, così veloce.
Normale per tutti che diventi automaticamente anche bella, bellissima.
Normale che il suo sorriso così disarmante cancelli quella antipatia di fondo che le fa dire dopo ogni trionfo che proprio mezz’ora prima della gara ha avuto problemi, che non ci credeva, che stava male… che quasi quasi non partiva proprio!

Sia chiaro, non è che non credo alle sue parole, ci credo eccome!
Solo che Federica è ora più forte anche delle sue paure, dei suoi timori. Questi continuano a colpirla, ad assalirla, lei si fa sopraffare, si dichiara quasi sconfitta.
Provate a guardare il suo volto mentre si avvicina alla piscina, quella non è concentrazione, quello è terrore.
Solo che poi si tuffa ed in una frazione di secondo svanisce tutto. Forse va così veloce per sfuggire alle sue paure, troppo lente per raggiungerla.

E così la nostra Fede vola via sul pelo dell’acqua, sempre più veloce, quasi senza fatica. Ormai va così veloce che lei stessa fatica a crederci.
Poi sbuca dal suo elemento, chiude le branchie, torna a respirare ossigeno e fa un sorriso al pubblico che la acclama.
Tutto lì, questa è Federica Pellegrini.

(foto tratta dal Corriere della Sera)