Tocca ancora a Sandro ritagliarsi uno spazio per la recensione ospite.
Oggi ci racconta come ha visto L’uomo che verrà, di Giorgio Diritti.
Se anche tu vuoi pubblicare una tua recensione su queste pagine non devi fare altro che scrivermi.
Il film, vincitore de l’Alabarda d’oro come miglior film 3 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento tutti nel 2010, narra la storia, drammatica, degli eventi immediatamente antecedenti la strage di Marzabotto. Nell’inverno 1943-1944 sull’appennino emiliano, la piccola Martina (Greta Zuccheri Montanari), di otto anni, vive con i genitori e con la famiglia contadina. Dalla morte del fratello più piccolo Martina ha smesso di parlare e questo la rende oggetto di prese in giro da parte dei coetanei. Il film si svolge dal suo punto di vista, rendendola per certi versi una delle protagoniste.
Nel frattempo, Lena (Maya Sansa), la madre della bambina, resta nuovamente incinta e Martina segue con attenzione ed estrema curiosità i nove mesi della gestazione. Il fratellino di Martina nasce in casa, a fine settembre del 1944.


















