Un regalo per tutti voi, per tutti coloro che seguono questo blog assiduamente, e per coloro che ci capitano per puro caso.

Il Farinetti 2009 raccoglie tutte le recensioni di film che questo blog ha preparato nel corso dell'anno passato, tutte in un unico volume.

Il Farinetti 2009 è scaricabile gratuitamente e promuove il Comitato di Collaborazione Medica.

Scopri di che si tratta e scarica la tua copia gratuita del Farinetti 2009.

feb
06
    
Posted (soloparolesparse) in best of feed on febbraio-6-2010

Alessandro Giglioli ha segnato un bel colpo la scorsa settimana con l’intervista a Taormina (che i giornali hanno brillantemente evitato di riportare), ma siccome è legata alla settimana scorsa vi segnalo questo altro interessante post in cui il giornalista blogger commenta la delirante idea del viceministro Romani di avvisare via sms il proprietario di un pc quando sul suo computer si stanno visitando siti porno.

Per non allontanarci troppo dal tema Avatar che ci assilla in queste settimane, Maestroalberto ha pensato bene di segnalare un paio di siti che permettono di creare un proprio avatar (non quello del film, sia chiaro) in 3D.

Davide Salerno ha messo insieme una serie di consigli utili per scrivere correttamente i propri post… correttamente affinchè i motori di ricerca si accorgano che esistete.

Ed anche Salvatore Aranzulla ci ha abituati a consigli utili. Questa volta ci segnala un paio di strumenti per scoprire dove sono in giro per l’Italia le zone in cui è disponibile un accesso ad internet wi-fi gratuito.

Vi sarete accorti che Il Corriere della Sera ha lanciato da qualche settimana una serie web dal titolo I ragazzi del sabato sera. Gabriele Niola su Punto Informatico ne ha fatta una corretta analisi mettendola a confronto con le serie simili esistenti in altre zone del mondo.

Chiudo con un curioso post di Pietro Ferrario, che su Cinemaniaco ha raccolto dieci film parlati in lingue antiche (non più utilizzate) o direttamente inventate (aliene o slang improbabili).



feb
01
    
Posted (soloparolesparse) in cinema on febbraio-1-2010

Giusto per riordinare le idee e per mettere insieme il materiale realizzato.
Escludendo tutte le volte in cui abbiamo parlato di Avatar durante la campagna di marketing ed i mesi (anzi gli anni) che sono passati dall’annuncio all’uscita in sala (e comunque trovate tutti i post qui), escludendo questi, dicevo, vorrei raccogliere in questo post le tre recensioni che ho scritto sul film di James Cameron.

avatar-worthington

La prima è quella che avete trovato su queste pagine, e punta l’attenzione sul film, sulla vicenda raccontata.
Cosa ho visto, cosa mi aspettavo, cosa mi è piaciuto, cosa meno.
Insomma una delle recensioni classiche a cui è abituato chi legge Vita di un IO.

La seconda è il post decisamente approfondito che ho scritto per ScreeWeek ed ha nell’obiettivo il 3D.
Come funziona in Avatar, se cambia la percezione del film. E soprattutto trovate l’analisi delle differenze sul 3D tra le tre sale torinesi in cui ho visto il film.

La terza è l’articolo scritto per BlogMagazine e questa volta ho voluto focalizzare l’attenzione sulle novita tecniche del film. O meglio sull’utilizzo obiettivamente corretto delle tecniche già utilizzate da altri con risultati diversi. Naturalmente 3D ma anche motion capture e computer grafica.

Questo è quanto.
Se volete farmi sapere quale dei tre avete apprezzato maggiormente (o quale vi fa assolutamente schifo) ne sono naturalmente felice.



gen
21
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, torino on gennaio-21-2010

Articolo postato su

logo-small-sw

Dopo tanta attesa, ecco che finalmente Avatar, il film più atteso di sempre, è uscito anche per i mortali italiani.
Il sottoscritto l’ha visto in triplice copia torinese grazie all’iniziativa 3 volte Avatar in 3D
Nelle altre città italiane
altri recensori-lettori hanno vissuto la stessa avventura e nei prossimi giorni/ore saranno disponibili anche i loro pareri sul film e soprattutto sulle sale 3D.

Ed infatti, almeno per quanto mi riguarda, questo post sarà dedicato al film di James Cameron proprio in relazione alle tre sale in cui l’ho guardato.
Prima però qualche considerazione sul film in generale.

La trama non ve la racconto più perchè ormai la dovreste conoscere a memoria.
Innegabile che il soggetto non sia il più originale (buoni contro cattivi, la conquista di un territorio, gli indigeni che lottano per la propria sopravvivenza) però la storia è sviluppata con attenzione ai dettagli e soprattutto al contorno.
Dentro c’è di tutto: la storia d’amore, la fantascienza, lo scontro esercito/scienza/religione, la filosofia ambientalista, le battaglie. Sarà per questo che Avatar finisce per piacere a fasce diverse di popolazione, di età e ad amanti di generi diversi.
Pandora è un mondo incredibile, con le sue regole, la sua biologia, la sua chimica. Flora e fauna non sono solo la scenografia sullo sfondo, sono il cuore della vicenda, il clou del racconto. Questo è il motivo per cui si stanno creando gruppi di appassionati che vorrebbero partire alla ricerca del pianeta inventato (forse) da Cameron.

Aspetti tecnici.
Il 3D funziona molto bene, per lo meno rispetto a quello che abbiamo visto finora.
Le immagini tagliate dai confini dello schermo non smontano l’illusione. Rimane il fastidio portato dalle immagini sfuocate che servono a rendere l’effetto 3D, però ripeto che l’illusione funziona con dettagli ben definiti, le immagini sono realmente tridimensionali (nel senso che hanno rotondità e profondità).
Certo rimane la fregatura dei personaggi che entrano in sala e poi scompaiono quando raggiungono i bordi dello schermo. Immagino che la frontiera definitiva possa essere il cinerama. Solo quando saremo immersi in uno schermo a 360° saremo davvero dentro il film.

Detto del 3D (che è poi l’aspetto più pubblicizzato) rimangono il resto degli effetti speciali… e qui siamo davvero ad un passo dalla perfezione.
L’ambiente creato in computer grafica è decisamente reale, Pandora sembra esistere da qualche parte (quasi quasi vado a cercarla anch’io), non sembra essere un mondo digitale (chi era in sala con me mi ha detto: “non sono riuscito a capire cosa era ripreso dal vivo e cosa realizzato al computer”).
E soprattutto la motion capture (e la performance capture) è perfettamente funzionante, i tratti dei volti (e dei corpi) estremamente dettagliati, i movimenti fludi. Insomma è il caso che Robert Zemeckis faccia due chiacchiere con Cameron se pensa di proseguire su questa strada ancora per molto.

E veniamo alle tre sale ed al loro sistema 3D.

Pathè Lingotto.

All’interno del complesso commerciale Lingotto, 11 sale di proprietà Pathè. Avatar è in due sale con copie in 3D ed in una con copia in 35mm.
Io ho assistito alla proiezione delle 14.20 di venerdì in sala 9 (circa 150 posti).
Biglietto a 10,00 euro.
Occhialini tarati sul cinema mi vengono consegnati all’ingresso in sala insieme ad una salviettina per pulirli.
Entrare al Pathè mi ricorda inevitabilmente il paio di edizioni del Torino Film Festival che si sono svolte su queste moquette rosse… ma oggi la situazione è diversa.

La sala è naturalmente piena, il pubblico molto variegato per quanto riguarda l’età. Si va dal ragazzino di dieci anni alla signora anziana accompagnata dalla badante peruviana (?).
Io sono seduto in ultima fila (come piace a me) gli occhiali 3D sui miei occhiali da vista non danno fastidio.
L’effetto 3D è buono, le immagini nitide. Perfettamente funzionante.
L’audio invece è solo discreto. Funziona perfettamente ma l’impianto non è in grado di restituire gli stessi effetti che troverò nelle altre sale. In particolare mancano i bassi che in altre sale fanno tremare le poltrone e l’effetto dolby è estremamente limitato
L’insieme è però decisamente godibile, non ci si può certo lamentare.

Warner Village Beinasco.

Qui siamo invece nel centro commerciale Le Fornaci. 9 sale. Di queste una sola proietta copia 3D di Avatar. Il film è presente però anche in due copie 35mm.
La mia proiezione è quella delle 18.10 (18.30 al netto degli spot) di venerdì in sala 3 (ad occhio circa 400 posti).
Biglietto ad 11,00 (!!!).
Qui mi vengono forniti in cassa occhialini usa e getta in busta sigillata.

Sala di nuovo piena, al punto che mi devo accontentare di un posto in quarta fila.
Qui l’età media del pubblico è decisamente più bassa. Un sacco di gruppetti di ragazzini ed un numero sorprendente di bambini con i genitori. Arriviamo tranquillamente a 7/8 anni (ma c’è anche qualche bimbo più piccolo)
Nonostante gli occhialini siano decisamente meno solidi di quelli del Pathè, l’effetto 3D è assolutamente funzionale anche qui. Non riesco a notare differenze apprezzabili.
L’audio è invece decisamente migliore. Il dolby rende apprezzaabili i suoni che arrivano un po’ da ogni dove. I mastodontici animali che corrono su Pandora fanno tremare la poltrona.
Benissimo, quindi?
Assolutamente no!
Decisamente insopportabile l’odore penetrante dei poc corn che ti assale nel foyer e non ti abbandona nemmeno in sala (dove viene affiancato dal festoso sgranocchiare dei ragazzini).

Greenwich Village Torino.

Ci allontaniamo dai multiplex e passiamo ad una delle sale storiche in pieno centro a Torino, in via Po.
Il Greenwich si è adattato ai tempi ed ora comprende 3 sale, due sono dedicate ad Avatar, una delle quali proietta la versione 3D.
Assisto alla proiezione delle 21.30 di sabato (!) in sala 1 (200 posti).
Biglietto a 10,00 euro.
Anche qui occhialini monouso, lo stesso modello (che a questo punto direi essere universale) del Warner.

Sala esaurita, pubblico da spettacolo serale. Si va dai 20 ai 50 anni.
I biglietti non sono numerati e questo comporta comunque tre quarti d’ora di coda per non finire dentro lo schermo… direttamente su Pandora.
L’aria è respirabile, il clima che ci circonda è più simile a quello che si vive in una sala d’essai (anche se alcuni ragazzi sono evidentemente fuori posto).
La sala è ritagliata in salita, lo schermo decisamente piccolino e mi tocca ammettere che questo influisce un po’ sul 3D. L’illusione è perfettamente funzionante (forse i colori leggermente più accesi che nelle altre sale) ma il fatto che lo schermo piccolo permette di vedere ciò che lo circonda rovina un po’ la magia delle tre dimensioni.
Ad aggravare la cosa l’immagine proiettata è incredibilmente più grande dello schermo, al punto che i sottotitoli (presenti quando parlano i Na’vi) sono leggermente tagliati.
Mi spiace ammetterlo ma l’errore è inconcepibile.

A risollevare le sorti del Greenwich ci pensa l’audio che è decisamente migliore rispetto alle due sale precedenti.
Bassi soddisfacenti e soprattutto dolby molto ben distribuito con rumori che arrivano un po’ da tutti gli angoli della sala.



gen
19
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni on gennaio-19-2010

Ed alla fine eccomi qui a dirvi (ulteriori) due cosette su Avatar… naturalmente oggi che ho elevato al rango di Blog Avatar Day.
Ho visto il film in 3 sale diverse di Torino (e qui trovate la mia relazione sulle differenze tecniche delle tre sale) così ho avuto modo di entrare nella storia in maniera decisa.

La vicenda ormai dovreste conoscerla.
Jack Sully è un marine a riposo. Dopo 6 anni di viaggio in criosonno arriva su Pandora per sostituire il fratello scienziato (morto) in una missione per cui si è preparato per tre anni (il fratello… lui ha giusto letto il manuale). Dovrà guidare un corpo biologico, un avatar, stando sdraiato in un apposito macchinario. Scopo della missione Avatar è quello di comprendere le abitudini e le usanze del popolo Na’vi. Scopo meno dichiarato è quello di convincerli a spostarsi visto che la loro città-albero è proprio sopra la più grande miniera di un minerale costosissimo.

avatar-worthington

Da queste premesse parte una vicenda che almeno dal punto del soggetto non è molto diversa da quanto è stato raccontato al cinema altre mille volte.
Buoni contro cattivi, gli indiani scacciati dalle loro terre, l’amore che convince il protagonista a schierarsi dalla parte dei più deboli…
Ma che il soggetto di base non sia una novità assoluta è l’unico appunto che si può muovere a James Cameron, perchè il modo in cui la vicenda è trattata è tutta un’altra storia.

Avatar è davvero un colossal per quello che potete trovarci dentro.
C’è la storia d’amore tra umano ed alieno, un amore che trascende la fisicità ed il rapporto tra i singoli. Un amore totale che comprende l’ambiente, il popolo, gli animali e le piante che danno vita a Pandora.
C’è il fortissimo messaggio ambientalista. Ma forte davvero. Su Pandora indigeni e animali vivono in simbiosi con la foresta. Una simbiosi chimica, biologica, fatta di unioni, di scambi di dati. C’è un rispetto reciproco che non prevede la dominazione di una specie sull’altra.
C’è la fantascienza, il viaggio spaziale, le tecnologie avanzatissime.
Ed infine c’è anche la battaglia campale, lo scontro di razze finale, la lotta per la libertà e l’indipendenza.

Insomma ce n’è per tutti i gusti. Sarà per questo che il film sta per diventare il più visto di tutti i tempi.  perchè soddisfa palati diversi.
Ed infatti nelle tre sale in cui l’ho visto (ad orari diversi) ho incontrato un pubblico davvero variegato per età, interessi, classi.
Bambini ed anziani, famiglie e gruppi di ragazzi, tamarri ed intellettuali…

avatar-saldana

In definitiva la storia funziona, è raccontata bene e mostrata in maniera grandiosa.
Le ambientazioni sono un qualcosa di incredibile, il mondo creato da Cameron è quanto di più complesso e dettagliato esista dopo le terre inventate da Tolkien.
Il 3D funziona bene, la motion capture ancora meglio (ma sugli aspetti tecnici aggiornerò questo post con un link a breve).

In definitiva Avatar merita tutta questa attenzione? Questa pubblicità?
Davvero è il film che può rivoluzionare il cinema?
Dal punto di vista della vicenda non c’è nulla di rivoluzionario (ma la storia – ripeto -  è comunque ottimamente raccontata).
Ma dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche utilizzate (anzi, del modo e della qualità con cui sono state utilizzate) sicuramente siamo di fronte a qualcosa che potrebbe segnare un nuovo punto di partenza.
Esempio. Fino a ieri ero convinto che il 3D fosse giustificato solo per film particolarmente spettacolari, ora mi sto convincendo che potrebbe semplicemente diventare il nuovo modo di guardare il cinema, come lo sono stati il sonoro prima ed il colore poi.

Qualche accenno alle interpretazioni me lo riservo per un’altra volta (ma Sigourney Weaver fa la sua figura, così come Zoe Saldana), vi lascio con un paio di domande.

Domanda uno: possibile che nessuno finora abbia notato che i Na’vi hanno quattro dita mentre gli avatar cinque?

Domanda due (e qui ho bisogno della conferma di un musicista all’ascolto): sbaglio o le prime due note del main theme di Avatar sono esattamente le stesse (con lo stesso tempo) di quelle del refrain tormentone che accompagnò Titanic?



gen
11
    
Posted (soloparolesparse) in cinema on gennaio-11-2010

Lo so, sto rischiando l’indigestione di Avatar, prendetela un po’ come una cosa che dovevo a James Cameron dai tempi di Titanic… un debituccio che vado a saldare in questi giorni.
Che poi non è solo questo, la realtà è che ci sono così tante notizie legate a questo film che non riesco a decidere quali lasciare fuori.

avatar-3d

Ora c’è anche chi ha organizzato una cosina per mandarvi a vedere Avatar gratuitamente, in pratica vi pagano il biglietto… e non una ma ben tre volte.
Si tratta degli amici di ScreenWeek (e ci saranno novità presto a proposito) e trovate tutto dettagliato qui.
L’idea che hanno avuto è di sondare il funzionamento e la qualità delle sale italiane attrezzate con la tecnologia 3D.
Così se siete disposti a guardare il film tre volte in tre sale diverse nel primo week end di uscita (e naturalmente poi a relazionare), loro vi pagano tutte le spese.
Naturalmente sceglieranno un inviato per città, dieci città, dieci inviati, 30 schermi.
Simpatica iniziativa, no?

E fatemi sapere se sarete tra i dieci selezionati.

E naturalmente non dimenticate il mio Blog Avatar Day.