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Ti piacciono i manga e la cultura giapponese?

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nov
22
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni on novembre-22-2009

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Sarà il periodo storico (anche se a mia domanda gli autori non se la sentono di confermare), fatto sta che c’è un ritorno dei fantasmi nelle sale.
Questo Record 12 si basa sull’idea di una casa controllata da telecamere di sicurezza e sulla presenza di un fantasma nella casa.
Come dite? Paranormal Activity?
Ve l’ho detto… sarà il periodo storico!

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Siamo in Germania, un ente intergovernativo, con sede a Roma (centrerà mica il Vaticano?), si occupa di studiare le presenze in alcune case… fantasmi. E di eliminarli.
L’evoluzione della tecnica video permette ormai di vedere con estrema chiarezza le presenza non desiderate che si aggirano per casa.
La villa in questione è controllata da 12 telecamere di sicurezza (una delle quali curiosamente sistemata dietro un acquario).
Da una regia esterna l’addetto dell’ente preposto controlla quello che succede in casa, in pratica osserva giorno e notte una donna che non fa assolutamente nulla se non rispondere a misteriose telefonate.

Non vado oltre perchè vi rovinerei la sorpresa nel caso doveste mai vedere il film (caso in verità remoto perchè trovare una distribuzione per un film di 63 minuti è roba ardua) e vi assicuro che la sorpresa è di quelle che si ricordano. Non scomodiamo Il sesto senso ma il filone è quello.

Tutta la storia è raccontata attraverso l’interrogatorio del sorvegliante. Man mano scopriamo cosa è accaduto, perchè l’uomo è interrogato e come si sono svolti i fatti durante i tre giorni del controllo video.
Le immagini si alternano continuamente tra l’interrogatorio e le registrazioni video in casa. Tutto quello che succede nella villetta è mostrato solo grazie alle immagini riprese dalle 12 telecamere di sicurezza. L’effetto è curioso sebbene ormai diversi film ci abbiano abituato a situazioni di questo tipo.

Record 12 è un piccolo gioiellino, capace di far crescere la tensione minuto dopo minuto. Tensione che si basa completamente sul tentativo da parte dello spettatore di venire a capo della vicenda, di far quadrare i particolari che sembrano sfuggire, di capire chi è la donna in casa, chi è l’uomo al telefono, perchè i personaggi compiono determinate scelte.
Alla fine viene chiarito tutto ma rimane un senso estraniante di confusione, come se ancora qualcosa sfuggisse.

Personalmente mi sembra che il pre-finale sia ottimo con l’epifania che permette di posizionare al loro posto tutti i tasselli. Solo che poi Mario Conte e Simone Wendel pensano bene di andare oltre e di inserire un ulteriore colpo a sorpresa che rischia di risultare involontariamente esagerato, quasi comico… ci si poteva fermare cinque minuti prima (solo che poi avremmo avuto un film di 58 minuti!).



set
29
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni on settembre-29-2009

Dunque… mettetevi comodi perchè c’è un sacco da roba da dire su questo horror thailandese dell’esordiente Sopon Sukdapisit.
E se non volete sapere cosa succede non andate oltre a leggere perchè rivelerò buona parte delle sorprese di Coming soon.

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L’inizio è folgorante.
Clima cupo, una bambina legata in una casa disastrata. Arriva una vecchia zoppa, già più di là che di qua, e munita di coltello e trascina la bambina in una stanza dove vivono altri bimbi, tutti (per lo meno i sopravvissuti) con gli occhi cuciti e incrostati di sangue.
La vecchia è la pazza del paese che rapisce bambini credendoli suoi figli.
Gli abitanti la scoprono, fanno irruzione nella casa e la impiccano ad una trave.
A questo punto (sono passati dieci minuti di film) mi sono convito che sto assistendo ad un horror gotico veramente ben fatto.

Purtroppo però quello che abbiamo visto fin lì è un film nel film, il regista lo sta visionando il giorno prima che esca in sala.
E qui inizia la seconda parte del film, più anonima, più moscia, meno affascinante e senza grosse sorprese.
Sembra proprio che ci sia una maledizione. Il film racconta una storia vera ed il fantasma della vecchia tormenta fino alla morte chi guarda il film.
Shane (che è il proiezionista) l’ha visto e si trova nel pieno del casino, aiutato solo dalla bella Som.
Tra un’apparizione della vecchia e l’altra i due decidono di andare alla casa dove tutto è accaduto nella realtà per farla finita, ma nel paese scoprono che la vecchia pazza in realtà non è morta!

Sorpresa ed inizio della terza parte del film.
E qui si torna a fare le cose seriamente (segue spoilerone).
Il fantasma persecutore non è quello della vacchia ma quello dell’attrice che la impersonava nel film, morta (lei sì impiccata) per un incidente sul set. Il regista ha deciso di tenere buona la sequenza (e qui capiamo i suoi dubbi all’inizio) e lei si vendica uccidendo tutti quelli che la guardano morire.
Shane decide di distruggere la pellicola che però sembra inattaccabile.

L’idea è ottima e l’ultima mezz’ora del film è ben fatta.
Ciliegina sulla torta la genialata di far finire all’interno del film tutte le nuove vittime. Il film non solo è indistruttibile ma cresce e si evolve man mano che la protagonista miete vittime (cavando inevitabilmente occhi).
E molto buona la sequenza in cui Som guarda il film e vede il ragazzo entrarci dentro senza poter far nulla per intervenire.

Drammatico e inevitabile il finale perchè il film, il cui titolo è Spirito vendicativo, non è più un coming soon, esce in sala ed alla prima c’è un sacco di gente a guardare la morte dell’attrice… e ci siamo capiti.

Non ho notizie di una uscita in Italia del film ed in realtà non so nemmeno se è uscito negli States, mi spingo però in una previsione.
Nessun dubbio che Sopon Sukdapisit avrà la sua occasione di girare un remake americano di Coming soon e speriamo la sfrutti per migliorare i 40 minuti centrali del film che onestamente mi dicono poco.



mar
22
    
Posted (soloparolesparse) in best of feed on marzo-22-2009

Cominciamo con Appunti Digitali che segnala una futura rivoluzione: alcuni ricercatori stanno sviluppando una batteria capace di ricaricarsi in una manciata di secondi. Applicazioni varie e si va verso un mondo sempre più veloce.

Utile Samuele che preannuncia una collaborazione con Pixquadro e la possibilità tramite la sua mediazione di avere stampe digitali su tela a condizioni particolari (interessante sconto del 20%).

E si continua a parlare di blog e social network, quanto i primi stanno pagando l’avvento dei secondi. Questa volta è il signor Beggi a fare una sua personale analisi, come sempre molto dettagliata.

Su Cineblog.it Carla C. presenta un interessante progetto italiano. L’organizzazione è di Gabriele Albanesi che ha raccolto una serie di giovani registi esordienti per realizzare Fantasmi – Italian Ghost Stories. E sapete che quando si parla di horror io proprio non resisto.

Ancora cinema con una new entry tra i miei feed. Si tratta di Cinemaniaco che raccoglie in una breve classifica i film più volgari della storia del cinema (per ovvi motivi degli ultimi anni).

E chiudiamo con Federico che ci racconta i primi problemi capitati a Street View, l’ultimo servizio di Google che fotografa strade del mondo (con inevitabili ignari passanti)… e poi è costretto a correre ai ripari.



feb
25
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni, seconda visione on febbraio-25-2009

Parlare di The grudge senza aver visto il suo padre naturale Ju-on è forse un errore e mi riprometto di tornare sull’argomento dopo aver gustato l’originale.
Questo auto remake di Takashi Shimizu non è certo un capolavoro da ricordare nei prossimi decenni tuttavia ha un merito che per un horror non è da sottovalutare: fa paura!

the-grudge

Fa paura davvero quando la musica ti avverte che sta per succedere qualcosa, o meglio che sta per apparire qualcuno visto che questo è tutto quello che succede nel film.
Però succede tecnicamente talmente bene che è inevitabile sobbalzare sul divano.

Si parte da una vecchia credenza giapponese per creare una storia di fantasmi e case infestate.
L’abitudine di recuperare leggende nipponiche del resto si è molto diffusa tra le produzioni americane dell’ultimo decennio con risultati non sempre memorabili.
Nel caso di The grudge non posso che appoggiare Aldo quando trova decisamente fuori posto quel manipolo di occidentali che si trova in Giappone a scontrarsi con tradizioni estranee. Fin troppo evidente il tentativo di allargare ad un pubblico mondiale un successo fino al 2004 esclusivamente orientale.

Rimane però, ed è il caso di non dimenticarlo, la paura!

La donna completamente bianca, il bambino con gli occhi vuoti, le apparizioni… sono personaggi che potrebbero ripresentarsi nottetempo per non lasciarci dormire sereni. Sarah Michelle Gellar invece passa di li per caso e potrebbe essere sostituita da qualunque altro personaggio senza inficiare la trama e la vicenda tutta.

Nei prossimi giorni darò uno sguardo anche al sequel del remake perdendomi nel metacinema e cercando di non affondare tra nipponiche vicende ed occidentali bellezze bionde ex-ammazzavampiri.

Vi dirò…



feb
21
    
Posted (soloparolesparse) in la settimana on febbraio-21-2009

Questa settimana abbiamo parlato di pubblicità all’interno dei feed rss e della conoscenza poco approfondita da parte dei giornalisti del mondo della rete.

Poi abbiamo fatto due chiacchiere su Jenifer e i Masters of horror, siamo entrati nella diatriba sul cambio di condizioni nel contratto di Facebook e proprio non ho potuto fare a meno di dire la mia sulla sentenza del processo Berlusconi-Mills e sulle dimissioni di Veltroni.

Sono finalmente riuscito a pubblicare il video dell’incontro sulle Creative Commons tenuto dagli avvocati del Gruppo di Lavoro CC.

Due parole, in fondo positive su Sanremo 2009, un pò di anticipazioni sul prossimo Alice in wonderland by Tim Burton e le inevitabili considerazioni personali sul numero uno di Wired Italia.

E per concludere un’inquietante storia di fantasmi, cimiteri e bare aperte che arriva dall’Olanda.



feb
20
    
Posted (soloparolesparse) in storie on febbraio-20-2009

Leggo su Repubblica di oggi una notizia curiosa.

Sembra che in un piccolo paesino olandese chiamato Aalten Aalsum (grazie Franz) (non Aalsten come erroneamente riportato da Repubblica), un paesino con meno di 200 abitanti, stia da qualche tempo accadendo un che di misterioso e inspiegabile.

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La vicenda ha inizio quando una famiglia si reca nel cimitero locale per rendere omaggio al proprio caro che lì riposa e trova la sua tomba scoperchiata. La pesante lastra di marmo è evidentemente spostata.
La famiglia si rivolge alla polizia pensando ad un atto vandalico (chi sarà stato tra i 200 abitanti?) e gli scrupolosi agenti olandesi indagano con alcuni appostamenti, ma non riescono a scoprire nulla.

Solo che ogni volta che la famiglia in questione si reca a trovare la salma la grossa pietra è sempre spostata.

La polizia decide così di installare una telecamera di sorveglianza per beccare nottetempo il delinquente e la telecamera fa il suo dovere.
Solo che quando l’agente va a rivedere le immagini registrate rimane di sasso: nel file video si vede in maniera chiara la grossa pietra tombale che si muove e si sposta di oltre un metro. E lo fa da sola.

Sorpresa, confusione, nuove indagini, interviste ad esperti geologi, climatologi… niente. La pietra continua a spostarsi da sola.

La storia per il momento finisce qua. Nessuno si azzarda a dare la spiegazione più logica, quella che in un film di Romero sarebbe ovvia e scontata. Solo il custode del cimitero si affretta a comunicare che lui non crede a spiriti e fantasmi (altrimenti non farebbe quel lavoro) e quindi esclude l’ipotesi.

Ora… dando per assodato che l’unico caso riconosciuto di pietra tombale in grado di spostarsi da sola risale a circa 2000 anni fa ed accadde in Palestina, chi se la sente di avanzare ipotesi?

p.s.
Nessuna notizia relativa al cadavere che dovrebbe riposare all’interno della suddetta tomba.

(foto tratta da de Volkskrant)