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dic
22
    
Posted (soloparolesparse) in cinema on dicembre-22-2009

Tra i film più attesi della prossima stagione c’è sicuramente il travagliato Robin Hood firmato da Ridley Scott.
La mega produzione della Universal ha avuto diversi stop ma ormai sembra tutto pronto per vedere Russel Crowe nei panni del fuorilegge di Sherwood.

robin-hood-russel-crowe

Inevitabile che l’accoppiata Scott-Crowe riporti alla mente dei più un altro leggendario ribelle ed il passo da Il gladiatore a Robin Hood potrebbe essere davvero breve.
Anche perchè le immagini che ci mostra questo primo trailer parlano di un film dalle scene epiche, violenza e combattimenti senza risparmiarsi.
Quello che personalmente mi turba un po’ è vedere il buon Robin trasformato in un muscoloso combattente quando la storia cinematografica ce lo ha fin qui presentato come un agile e furbo (spesso scanzonato) monellaccio.

E sembra anche di intuire (ma questa potrebbe essere solo una scelta di impostazione  del primo trailer) che poesia e amore siano relegati ad un ruolo di secondo piano rispetto agli scontri (e al sangue che sembra invece proprio non mancare).

Ciò di cui invece non potremo certo lamentarci è il cast di primo piano visto che agli ordini di Ridley Scott (mica cotica!) e al fianco di Russel Crowe ci saranno Cate Blanchett nel ruolo di Lady Marion, William Hurt, Vaneesa Redgrave, Danny Huston, che sarà Re Riccardo e Max Von Sydow.
Ah… nessuna notizia su chi interpreterà il serpente Bis.

Ecco qui il trailer.



ago
03
    
Posted (soloparolesparse) in cinema on agosto-3-2009

La notizia buona è che sarà Ridley Scott a dirigere il nuovo capitolo di quella che sta diventando una saga infinita.
Quella cattiva è che ormai non si finisce più di lucrare sui successi degli anni passati, ed Alien è solo l’ultima vittima.

alien

Intendiamoci, molti sequel, prequel, remake, newquel (esitono anche quelli) sono ottimi prodotti, film più che degni. In alcuni casi gli episodi che seguono sono addirittura migliori del primo film della serie (capita raramente ma capita).
Quello che però mi da un certo fastidio è questo proliferare incontrollato.
E mica per una questione di principio…

Semplicemente perchè è evidente che si tratta di operazioni prettamente commerciali che puntano a sfruttare il successo del film originale e la passione dei fan verso il personaggio.
Che poi nel sequel (ecc…) ci sia dentro qualche cosa di artistico, è un merito da attribuire esculsivamente alle capacità ed alla voglia di realizzare film degni dei registi (e dei tecnici, degli attori e di chi gira intorno alla realizzazione).
Credo di non sbagliare nell’affermare che le case di produzione sono interessate principalmente (esclusivamente?) a far uscire un nuovo film col titolo famoso, possibilmente buttandoci dentro quanti più attori possibili del successo originale (leggi: a fare soldi – niente di male, per carità).

Chiusa la parentesi polemica, aspettiamo di scoprire cosa successe prima che Sigourney Weaver intraprendesse la sua lotta infinita contro (è il caso di dirlo) uno degli alieni più eleganti della storia del cinema.
A proposito… potrei fare un salto al Museo Nazionale del Cinema per vedere se la salma dell’alieno (riposa lì in una bella teca) ha voglia di raccontarmi qualcosa in anteprima.



lug
03
    
Posted (soloparolesparse) in cinema on luglio-3-2009

Il mondo dei trailer è quasi un mondo parallelo.
Un regno a parte abitato da strane creature che spesso hanno una dignita propria.
Ne esistono di varie fogge e dimensioni, da quelli brevissimi a quelli che superano i dieci minuti, da quelli che riassumono la storia a quelli che mostrano solo immagini, da quelli parlati a quelli muti, da quelli raccontati a quelli sussurrati.

Quelli di Indipendent Film Channel hanno pensato bene di stilare una classifica dei milgiori 50 trailer della storia e bisogna ammettere che dentro troviamo cose davvero interessanti.
A vincere la speciale classifica è il trailer di Alien, il primo della serie, quello firmato da Ridley Scott.
Due minuti classici nella durata ma sorprendenti (e molto efficaci) nella qualità. Silenzio assoluto, immagini dallo spazio, la tensione che sale, la protagonista che appare a metà trailer e frase finale inquietante.

Ma quello che vorrei mostrarvi per una predilezione personale è il trailer de Il dott. Stranamore (ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba), film capolavoro di ironia firmato da Stanley Kubrick ed interpretato in tre ruoli diversi da un geniale Peter Sellers.
Se il film è indimenticabile, il trailer (settimo in classifica) si ritaglia un bello spazio nel ricordo e nella storia.
Sembra di assistere ad un corto di Andy Wahrol. Immagini della pellicola alternate (ad una velocità vorticosa) a grosse scritte che compongono il titolo ed una serie di domande. E nel mezzo, mischiate a tutto il resto, immagini dello stesso Kubrick e delle locandine del film.
Un trailer metafilmico, già esaltazione di se stesso, del film e dell’autore.

Sul sito dell’IFC trovate i link a tutti i trailer in classifica (i link, Minzolini, non hanno caricato le clip su un loro server!) e potete fare quindi un bel ripasso.

Inevitabile la domanda quando si parla di classifiche.
Siete daccordo? Secondo voi quale trailer manca?
Se doveste fare un solo nome, qual è il trailer che ricordate con maggior emozione?



giu
05
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni, seconda visione on giugno-5-2009

Raccontare cosa c’è di bello in Blade runner è un pò come cercare di spiegare perchè la Gioconda è un capolavoro: potresti scegliere qualunque aspetto e trovarci dentro qualcosa di buono.

Quindi preferisco lanciare solo qualche riflessione in ordine sparso, qualche sensazione senza alcuna pretesa di esaustività.

blade-runner

La prima inquadratura del film…
Questo mondo nel 2019, una città dove i palazzi si sono negli anni talmente accalcati da dar vita a dei condomini che sono vere e proprie città (ormai disabitate).
I fuochi che bruciano in angoli diversi e soprattuto quella pioggia continua, insistente, inalterabile che troviamo all’inizio del film e ci accompagna fino al termine (o quasi).
Un mondo devastato, arrotolato su se stesso che paga il progresso incontrollato e la fame di andare oltre, sempre avanti.
C’è già tutto nella prima inquadratura, prima ancora di addentrarci nelle viscere rivoltanti della città.

E poi le musiche leggere di Vangelis, capace come pochi di accompagnare una pellicola senza mai disturbarla, di sottolineare i momenti principali, di esaltare i sentimenti e le sensazioni.

Quello che mi sono sempre chiesto è come abbia fatto Harrison Ford in una manciata di stagioni ad entrare in almeno quattro film che sono oggi pietre miliari della storia del cinema. Star wars, Indiana Jones, Apocalypse now (ha una parte anche lì) e naturalmente Blade Runner.
Cosa ha avuto? capacità di scegliere? Era troppo giovane. Fortuna? Può darsi. Un volto adatto al periodo? Forse.
Rimane un mistero… ma io propendo per una grossa dose di culo.

Altra considerazione di contorno al film.
Ricorderete che nella città del futuro fanno bella mostra di sè alcuni famosi marchi.
Io ricordo sicuramente Coca Cola, RCA, Budweiser, Atari, PanAm, TDK. Probabilmente fu un modo di raccogliere un pò di soldi ma a me piace pensare che Ridley Scott abbia voluto sbilanciarsi in una previsione cercando di immaginare quali grossi nomi del 1982 avrebbero potuto resistere sul mercato fino al 2019. Curioso notare come ad una decina di anni dalla data in cui il film è ambientato uno solo di questi marchi non ha resistito allo scorrere del tempo: ed è proprio quello che probabilmente in quel momento era accreditato di maggior futuro.

Se volete saperne di più, su Wikipedia c’è una pagina superaccessoriata dedicata al film, al Director’s cut, al Final cut e a tutto quanto esiste di contorno.

Chiudo, e come potrei fare altrimenti, con la frase che rappresenta Blade runner, prendetela come un saluto:

Ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.