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mag
04
    
Posted (soloparolesparse) in cinema, recensioni, seconda visione on maggio-4-2009

Va bene, mi rendo conto che un post su Lo chiamavano Trinità non può nemmeno rientrare tra quelle che ho categorizzato come seconde visioni, credo che le repliche viste da buona parte di noi si aggirino sulle diverse decine…

Però, ragazzi, ogni volta che mi capita di rivederlo (cioè ogni volta che qualche rete televisiva decide di ripassarlo) è una goduria senza pari.
Abbiamo parlato di Leone e degli spaghetti western pochi giorni fa… bhe… Trinità (così come il successivo …continuavano a chiamarlo Trinità) è il diretto discendente dei film di Leone.
Certo… siamo su un genere diverso e diverse sono le finalità però trovare dei legami non è così blasfemo.

lo-chiamavano-trinita

Non mi permetto di raccontarvi la trama del film (che comunque trovate ben accennata qui e qui) ma voglio provare a ricordare alcuni particolari che hanno contribuito a renderlo immortale.
Prima di tutto i nomi dei personaggi.
Trinità racchiude nel nome un qualcosa di divino, a meno che non vogliate vederci soltanto le diverse sfaccettature del suo personaggio.
Bambino è l’antitesi del corpo che denomina, un corpo dalla mole ingombrante, dal carattere scorbutico.
E poi i due compari di Bambino, gli improbabili Timido (il cui carattere corrisponde perfettamente) e Faina.

E non mancano le figure caratteristiche del vecchio west come il brigante sbruffone messicano, il vecchietto con la voce di Jerry Lewis (o di Paperino se preferite), il cattivo che domina la città. Come non manca la banda di incapaci rivali dei due protagonisti tipica invece di tutti i film della coppia.
Non l’ho detto ma naturalmente Trinità è Terence Hill (Mario Girotti), Bambino è Bud Spencer (Carlo Pedersoli) mentre il film è diretto da E. B. Clucher (Enzo Barboni)… nemmeno un nome italiano come vuole la tradizione di quegli anni.

Lo so… sto recensendo in ordine sparso… ma che posso farci!?

Vogliamo parlare delle battute folgoranti che piombano a sorpresa, inaspettate, nella più classica tradizione comica?

“Benvenuti fratelli!”
“Glielo hai detto tu che siamo fratelli?”
“…è il Signore che vi manda!”
“No… passavamo di qui per caso!”

Un capolavoro di ironia che negli anni ha acquistato sempre maggiore potenza. Un film del 1970 che sembra girato oggi (anzi oggi no perchè “non si fanno più i film come una volta”).

L’ultima chicca che voglio ricordare.
Nella presentazione dei personaggi Bambino viene chiamato “la mano sinistra del diavolo” per la sua abilità con la pistola e lo spettatore si trova inevitabilmente a chiedersi perchè. Perchè la mano sinistra?
La risposta non tarda ad arrivare ed è molto semplice: perchè “la mano destra del diavolo” è suo fratello, Trinità!



apr
30
    
Posted (soloparolesparse) in cinema on aprile-30-2009

L’uomo che ha riesumato il western.
L’uomo che ha reinventato il western trasformandolo in altro.
Non più epici scontri tra bene e male, non più l’epopea della conquista, non più cowboy contro indiani.
Il western di Sergio Leone è un affresco, un dipinto in celluloide.
Infiniti silenzi, spazi immensi, primi piani esagerati.
E naturalmente le colonne sonore firmate Ennio Morricone che sono diventate imprescindibili dalle immagini nella nostra memoria.

Ma anche l’uomo che con soli sette film diretti (nell’ordine e senza prendere fiato Il colosso di Rodi, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il west, Giù la testa, C’era una volta in America) è entrato nella storia (ma ci sono un sacco di pellicole dove la sua mano non accreditata è molto evidente, in particolare Il mio nome è Nessuno firmato da Tonino Valeri).
L’uomo che ha saputo accettare la spregiativa definizione di spaghetti western e trasformarla in sinonimo di qualità artistica.

Inutile spendere ulteriori parole visto che su di lui potete trovare chilometri di inchiostro ovunque.
Mi piace però ricordare due frasi che danno l’idea del personaggio.
La prima vola dalla bocca di Gian Maria Volontè prima e di Clint Eastwood poi nello stesso film (Per un pugno di dollari).

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto”

La seconda è una considerazione dello stesso Leone su Clint Eastwood e suona più o meno così:

“Aveva soltanto soltanto due espressioni: con il cappello e senza cappello”

Perchè queste due frasi?
Ma perchè mi piacciono da morire!

Oggi, venti anni fa, Sergio Leone moriva all’età di 60 anni, con un progetto ambizioso ancora da realizzare.
E se consideriamo il crescendo dei suoi film da Il colosso di Rodi a C’era una volta in America, quel film mai girato ci manca ancora di più.

Il mio omaggio all’italiano che fece western meglio degli americani è un breve corto che vi ho già proposto e che, guarda caso, è intitolato A S. Leone