Viral point: un video con le situazioni estreme per Chernobyl Diaries

Diffuso via Yahoo un video che punta alla viralizzazione e che riguarda Chernobyl Diaries, l’interessante esperimento di Oren Peli, primo vero lavoro dopo Paranormal Activity.

Nel video c’è una raccolta di situazioni estreme.
Escursioni in montagna, scalate, discese con gli sci, salti con le moto nel deserto, kajak estremo, tutte accomunate dall’esito disastroso.

Ad introdurre il video la frase

Solo perchè hai con te una guida, non vuol dire che tu sia al sicuro.

A concludere il video c’è poi il caso dei sei turisti scomparsi con la loro guida durante un tour guidato di Chernobyl.
Si vedono alcune foto, l’indicazione che la polizia ha ritrovato solo il loro furgoncino ribaltato ed un cellulare con dentro un video inquietante.
Insomma si fa il classico giochino di fingere che gli eventi narrati nel film siano reali e accaduti veramente.

A voi il video e aspetto le vostre considerazioni sul tipo di virale e su cosa vi aspettate dal film.

6 Comments

  1. Evit says:

    Io mi aspetto che sia boicottato, secondo me dovrebbe esserlo. Come possono fare un film in cui le vittime del disastro di Chernobyl fanno la parte dei mostri mutanti stile bifolchi di Wrong Turn? Lo trovo altamente offensivo e senza ritegno. Qualcuno su imdb.com disse che ha lo stesso cattivo gusto che avrebbe un ipotetico film dove i mostri sono i sopravvissuti alle camere a gas di Auschwitz e i protagonisti-vittime i soliti americani stile MTV.
    Mi domando se in Ucraina lo proporranno nei cinema.

  2. Io lo vedo come una cosa simbolica… un orrore che non si cancella e trascina le conseguenze negli anni… no, non lo vedo offensivo…

  3. Evit says:

    Vedremo come lo sviluppano. Per come la vedo io, abbiamo i “mostri” (perché di horror si tratta) che presumibilmente uccidono turisti in visita. I mostri sono le vittime del disastro nucleare di Chernobyl, in un luogo che ancora esiste e dove ancora puoi beccarti un bel tumore a stare li troppo a lungo. Per me è storia ancora troppo recente per poterci fare un film del genere. Potevano usare una location immaginata e non un luogo reale.
    Non solo quei poveracci soffrono ancora le pene dell’inferno, ma chi è sopravvissuto deve anche sentirsi dire che in America qualche cinematografaro a corto di idee ha usato il loro caso, che li coinvolge direttamente, per tirare fuori nuovi mostri per spaventare gli adolescenti al cinema.
    Dici che ci vedo troppo? Non so, così la vedo io, mi sembra semplicemente una questione di buon senso. Se almeno avessero scelto un’ambientazione ispirata a Chernobyl ma non esistente non avrei reagito così, ma il volerne fare il solito film para-realistico della solita videocassetta ritrovata chissà dove… è semplicemente fuori ogni controllo. Superata questa barriera (barriera che chiamerò “barriera Chernobyl Diaries”) potremmo attenderci film horror con i mostri delle fosse ardeatine dove sopravvissuti alle stragi sono diventati cannibali, oppure come dicevo i bambini sopravvissuti alle camere a gas dei campi di concentramento e che adesso si cibano di scolaresche in visita… dov’è il limite al buon gusto quando si trasformano le vittime “reali” in mostri?
    Tutto qui.

  4. Ma non c’è limite al buon gusto! Nè visivo-concettuale (pensa a human centipede) nè sociale, un sacco di film si ispirano ad eventi realmente accaduti (Non aprite quella porta per dirne uno).
    Il fatto che le vittime si trasformino in mostri (se sarà così veramente) secondo me è solo un modo come un altro per realizzare il film e tenere alta l’attenzione sul nucleare (funzione sociale del cinema horror).
    Poi ovviamente vediamo che ne vien fuori e se sono andati decisamente oltre…

  5. Alex says:

    c’è da dire che anche le colline hanno gli occhi è simile come argomentazione

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